Il presidio
I tagli al personale alla Città del teatro non convincono
CASCINA. Il Terzo Polo interviene sul Politeama. «Noi non abbandoneremo i dipendenti della Fondazione Sipario. Non ci piace ciò che sta succedendo alla Città del Teatro e non intendiamo stare con le...
CASCINA. Il Terzo Polo interviene sul Politeama. «Noi non abbandoneremo i dipendenti della Fondazione Sipario. Non ci piace ciò che sta succedendo alla Città del Teatro e non intendiamo stare con le mani in mano. Inoltre, crediamo che la Federazione della Sinistra debba prendere una posizione chiara e senza equivoci: basta assecondare questa amministrazione che usa la politica solo a suo piacimento».
Durante il consiglio comunale del 23 dicembre 2014, la maggioranza (Pd, Sel e Comunisti) «hanno approvato un piano di risanamento della Città del Teatro che prevedeva di fatto 3 licenziamenti. Non è stato perso tempo e Giuliano De Martini, allora direttore tecnico, è stato liquidato. Dopo un confronto con i dipendenti della Fondazione sono emerse verità che ignoravamo. De Martini era, a loro dire, l’unico portavoce nell’organizzazione del lavoro e nel rispetto delle norme. Inoltre, i dipendenti ci hanno denunciato un clima di intimidazione, come dei richiami disciplinari o il mancato rinnovo del contratto a collaboratori che da 20 anni lavoravano alla Fondazione, che si instaurava su chiunque criticasse questa scelta». Il Terzo Polo chiede «cosa stia succedendo e dove voglia arrivare la Giunta Antonelli. Tutto questo servirà a qualcosa? Per il teatro di Cascina ci sarà un futuro? Il debito accumulato negli anni ammonta a 750mila euro e per sanarlo, è stato contratto un finanziamento da 600mila euro con la Banca di Pisa da restituire in 8 anni. Se ciò non bastasse, il presidente Betti e il direttore artistico e amministrativo, durante la commissione consiliare dell’otto ottobre, sono stati chiamati ad esporre una strategia di risanamento e rilancio che prevedesse una ripresa economica, niente di tutto questo è stato fatto».
Il Terzo Polo propone di reintegrate da subito il direttore tecnico, «riaprire un tavolo con i sindacati a cui deve esser presente anche un rappresentate dei consiglieri d’opposizione e, infine, l’azzeramento del Consiglio d’Amministrazione del teatro, e lavorare a un progetto concreto di rilancio della struttura. Non si può continuare così. Inoltre, siamo curiosi di vedere che posizione verrà presa da Federazione di Sinistra, che più volte ha minacciato di allontanarsi dalla maggioranza in caso di licenziamenti; cosa per altro già avvenuta anche se i rappresentanti dei Comunisti continuano a restare nella maggioranza».
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