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Cinghiali, è un’invasione E i danni sono pesanti

Cinghiali, è un’invasione E i danni sono pesanti

Una vera e propria emergenza che riguarda tutti i comuni del Valdarno Gli agricoltori non ne possono più e chiedono meno vincoli per gli abbattimenti

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SAN MINIATO. «Chi ha mangiato i girasoli, sulla pianta?», si lamenta un agricoltore. Ed è da tre anni a questa parte, che la maggior parte di quello che dovrebbe essere il raccolto viene invece divorato prima, sul posto, nottetempo, da gli ungulati. Una vera emergenza che cresce da tre anni a questa parte, in Valdegola, Castelfranco, Santa Croce, Fucecchio e Santa Maria a Monte, ma il peggio a San Miniato.

«A causare il danno sono i cinghiali, che sono aumentato di numero, e divorano tutto quanto è commestibile», protestano al Frantoio Sanminiatese, Alessandro Parrini, i fratelli Piazzesi, Francesco Annessi, i fratelli Bianchi, Roberto Cupelli, che non ne possono più di vedere il frutto di un lavoro sudato, sparire nottetempo a causa dei cinghiali in continuo aumento di numero. «E quando entrano in una coltivazione non si salva più niente: quel che non mangiano lo distruggono ugualmente. Non c’è speranza per il mais, i girasoli, il grano maturo. Quando entrano in una vigna mangiano tutta l’uva di cui sono ghiotti e sfanno i filari, un danno nel danno perché le piante così rovinate non possono essere salvate». Un bel problema. Non esiste una soluzione? «I cinghiali sono troppi, sono segnalati nei cartelli di attenzione, si aspetta una nuova legge di cui esiste il progetto, ma non se ne può più di questa situazione di danni continui. A conti fatti, su 300 ettari di seminato, la metà lo mangiano i cinghiali, ma anche le nutrie, e i piccioni. Tutti animali molto prolifici». L’Atc, Ambito territoriale di caccia, ripaga i danni? «Occorre fare una domanda con una mail, dopo 3 o 4 giorni lavorativi avviene la valutazione del danno. Ma c’è da aspettare, per poter attivare l’abbattimento dei cinghiali, di essere coadiuvati da una guardia volontaria venatoria, e così passano ulteriori giornate. L’agente responsabile prima di sparare al cinghiale deve tele-prenotare all’ufficio di polizia provinciale 48 ore prima. Insomma a conti fatti passano una quindicina di giorni di burocrazia, e nel frattempo i danni nei campi continuano. Basterebbe che l’agricoltore tramite una guardia venatoria potesse attivare in 12 ore l’abbattimento dei cinghiali che fanno danni. La soluzione è drastica e semplice, i cinghiali vanno sterminati alla svelta, anche perché sono in aumento pericolosissimi incidenti stradali». C’è già una nuova “Bozza di legge obiettivo emergenza ungulati”, con 10 articoli. «Ma si presume che non risolverà i problemi - concludono - perché non è abbastanza efficace».

Luciano Gianfranceschi

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