Il presidio
Capannoli dedica una mostra a Pertini
A Villa Baciocchi 52 immagini del presidente più amato dagli italiani che attira numerose scolaresche
CAPANNOLI. «La vita di Sandro Pertini attraversa tutto il Novecento e da quello che gli è successo si possono capire molte cose della storia di questo periodo». La professoressa Francesca Gori, della scuola media di Lajatico, introduce la visita dei suoi studenti alla mostra sul più amato presidente della Repubblica allestita a Villa Baciocchi a Capannoli e che è stata prolungata fino a metà novembre.
Intorno alla docente c’è silenzio, dopo che i ragazzi hanno gironzolato nella stanza principale del primo piano della villa dov’è stata allestita la mostra con 52 immagini della vita di Pertini. Una esposizione semplice, senza fronzoli, ma in cui emerge alla perfezione la vita del presidente-partigiano dalla sua infanzia ai gloriosi, anche se difficili anni del suo settennato da massima carica dello Stato Italiano. «Hai visto? C’è la foto con tutte le pipe», dice uno giovane studente a un compagno, mostrando quella in cui si vede una delle grandi passioni di Pertini. È solo uno dei siparietti dei ragazzi che sembrano rapiti dalla fama di grande uomo di Sandro Pertini, nato a San Giovanni di Stella, Savona, nel 1896 e morto a Roma il 24 febbraio 1990. Una vita spesa per la libertà, alla quale si stanno appassionando intere scolaresche, portate qui in visita per approfondire la storia del Novecento attraverso le immagini di questa mostra, allestita in occasione dell’intitolazione dell’Istituto comprensivo di Capannoli, proprio a Pertini e realizzata grazie alla Fondazione Sandro Pertini che ha messo a disposizione il materiale.
Facendo un giro tra i pannelli sui quali sono state fissate le immagini, si vede la casa natale del presidente, la madre Maria Nuncia e alcune foto dell’infanzia. E poi uno scatto del 1917 dei tempi in cui era militare, ma anche una riproduzione del casellario politico in cui Pertini viene è “confinato politico”, ma anche “pericoloso” e “detenuto a Roma”. Piccole chicche di un partigiano che, fin dalla sua giovane età, ha combattuto l’oppressione e il fascismo. Tanto che, come testimoniano le fotografie, è costretto all’esilio in Francia, prima di rientrare in Italia, passando dal Monte Bianco ed essere incarcerato a Turi, in Puglia. Da una foto del 1943 si vede Pertini uscire dal carcere e in quella successiva unirsi alla Resistenza da partigiano.
E ancora, Pertini si vede impegnato in un comizio nella Milano liberata e poi varie immagini: con la moglie Carla Voltolina, con Pietro Nenni, nominato presidente della Camera, al giuramento da presidente della Repubblica nel 1978, mentre gioca a scopone, oppure insieme a personaggi del calibro dell’ex presidente degli Stati Uniti, Ronald Reagan o il Re Hussein di Giordania. E poi, con Madre Teresa di Calcutta e, immancabile, la sua esultanza allo stadio Santiago Bernabeu di Madrid, in occasione della finale dei campionati mondiali di calcio del 1982, quando l’Italia è diventata campione del mondo.
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