Italia
«L’ospedale volterrano deve essere riformato»
VOLTERRA. «Per salvare l’ospedale di Volterra bisogna mettere in pratica una profonda riforma». È il parere del dottor Luciano Giusti, di Pomarance, fratello del vescovo di Livorno, che dice la sua...
VOLTERRA. «Per salvare l’ospedale di Volterra bisogna mettere in pratica una profonda riforma». È il parere del dottor Luciano Giusti, di Pomarance, fratello del vescovo di Livorno, che dice la sua attraverso una lettera sulla questione del nosocomio volterrano, di cui si parlerà in un consiglio comunale in seduta aperta il 3 novembre. «La riforma deve essere così radicale che molte delle stanze oggi aperte vanno chiuse - scrive il medico - perché devono essere mutate, compresi il personale e chi lo dirige».
«La conoscenza e l'efficienza in medicina e chirurgia hanno un peso materiale e hanno bisogno sia di numeri pesanti che di persone da curare - prosegue Giusti - Per un ictus in un nostro podere si rischia molto di più che per un caso simile a Navacchio. Vi sembra giusto?». Secondo il dottore, la Valdicecina deve reclamare i mezzi per far fronte a queste ingiustizie, «e non essere usata in comizi mascherati da consiglio da politici e banchieri per conservare stanze aperte, ma vuote di sapienza attuale».
Luciano Giusti, nella lettera, racconta della morte della moglie, avvenuta all’ospedale di Volterra, due giorni prima di un ricovero programmato a Pisa. «Non voglio che si muoia più a Volterra - afferma - E al posto delle stanze che fanno comodo e rendono un servizio al territorio, si misuri l'efficienza e la coerenza con i protocolli più avanzati. Si vada anche in cattedrale a pregare, ma si pensi come in medicina la qualità non corrisponde sempre alla comodità. A Pisa vengono da tutto il mondo. Ed è logico che da Volterra si debba andare a Pisa. È lì che ci sono i migliori reparti. Come la cardiologia per interventi che prevedono l’applicazione di stent e l'emodinamica. Oppure in chirurgia per la patologia più impegnata, i trapianti, le patologie del polmone o del pancreas».
La ricetta del dottor Giusti per risolvere la situazione è drastica, ma anche semplice. «Prego che si illuminino le menti - dice E che al posto delle stanze si arrivi a chiedere e a pretendere un elicottero di base a Volterra con gli specialisti addetti, piazzole e radiofaro in ogni paese di ciascun Comune della Valdicecina. Il pronto soccorso, poi, dovrebbe prevedere i soli specialisti di medicina e chirurgia d'urgenza, e il loro necessario complemento diagnostico e la radiologia. Solo così si eviterà di morire a Volterra».
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