Il presidio
Crollo del ponte, cinque ore per non archiviare il caso
Il giudice si è riservato di decidere, la Procura non vuole andare al processo Gli avvocati delle famiglie: «Ci sono responsabilità e devono essere accertate»
GROSSETO. Passeranno giorni ancora. Forse una decina, se non di più. Passeranno giorni durante i quali le famiglie dei dipendenti dell’Enel, tra cui Antonella Vanni di Larderello, morti sul ponte di Sant’Andrea, aspetteranno la decisione del giudice Marco Bilisari: la scelta è se rinviare a giudizio o archiviare le posizioni dell'ingegner Umberto Tozzini (difeso dagli avvocati Luciano Giorgi e Lucia Capaccioli), responsabile del servizio viabilità della Provincia di Grosseto, e del geometra Gian Paolo Conti (difeso dall’avvocato Adriano galli), dipendente della Costrade srl e tecnico responsabile della manutenzione ordinaria delle strade provinciali della zona sud. Iscritti nel registro degli indagati, entrambi con l’accusa di omicidio colposo.
Ieri in aula, durante l’udienza di opposizione all’archiviazione proposta dai legali delle famiglie dei tre dirigenti dell’Enel, il sostituto procuratore Alessandro Leopizzi ha ribadito la sua posizione. E ha proposto al giudice, per la seconda volta, l’archivazione.
Una richiesta, quella del pm, alla quale si sono opposti gli avvocati delle famiglie. Laura Pacenti e Paolo Serra, che tutelano rispettivamente la vedova e i figli di Maurizio Stella, e il figlio di Paolo Bardelloni, Riccardo (con loro anche l'avvocato Luciano Serra, per la signora Lore Grandi, vedova di Bardelloni), insieme a l'avvocato Francesco Guardavaccaro, legale della famiglia di Antonella Vanni, hanno spiegato punto per punto quello che da tempo sostengono.
L’udienza è andata avanti per quasi cinque ore. E i punti sui quali si sono soffermati gli avvocati delle famiglie delle vittime sono quelli che da tempo ribadiscono. «Quattro periti - spiega l’avvocato Paolo Serra - sostengono che quell’evento era prevedibile. Le famiglie hanno diritto all’accertamento delle responsabilità».
Antonella Vanni, 48 anni, di Larderello; Paolo Bardelloni, 59 anni, di Massa Marittima; e Maurizio Stella, 47 anni, di Follonica sono morti il 12 novembre 2012. Travolti dalla piena dell’Albegna dopo che la Fiat Punto sulla quale viaggiavano è finita in un cratere, aperto sulla provinciale, indicato solo da una transenna. Pioveva forte ed era buio quando l’utilitaria è finita nel fango e nell’acqua.
Secondo il pm Leopizzi, la pericolosità dell'area era conosciuta, ma non sarebbe, a livello giuridico, possibile paragonare tale concetto, astratto, con quelli di prevedibilità ed evitabilità dell'evento. In altre parole, l'evento fu eccezionale quanto imprevedibile, perché l'alluvione del 2010 non è paragonabile con quella del 2012. E, sempre per la Procura, è stata corretta l'attivazione degli enti incaricati dei servizi di protezione civile. Come anche corretta sarebbe stata la comunicazione della chiusura delle strade a tutti gli enti presenti nella sala operativa della Provincia. Ora la parola passa di nuovo al giudice Bilisari.
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