Il Tirreno

Pontedera

«Mai favorito Bulgarella»

di Pietro Barghigiani

L’assessore Zambito difende le scelte urbanistiche. «L’avrò visto tre volte»

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PISA. «Bulgarella non ha avuto alcun favoritismo dal Comune. Si informava come fanno tutti gli imprenditori. Non solo sta emergendo una rappresentazione dei fatti non vera. È proprio assurda».

L'assessore all'urbanistica, Ylenia Zambito (nel riquadro con le torri di Bulgarella sullo sfondo, ndr) rifiuta l'immagine del politico al servizio degli interessi del privato. Nell'inchiesta della Direzione distrettuale antimafia di Firenze, affidata ai carabinieri del Ros, l'assessore compare in alcune intercettazioni. Più altro viene citata da altri, uno l'ex consigliere comunale del Pd, Antonio Dell'Omodarme, in conversazioni con indagati, tra i quali il costruttore siciliano accusato di essere un riciclatore dei soldi del superboss Matteo Messina Denaro.

In quale occasione ha conosciuto Bulgarella?

«Guardi, l'avrò visto tre volte in vita mia. Quello che sta venendo fuori è solo fango. Si vuole dimostrare la tesi di un connubio tra questo imprenditore e la politica che non esiste».

Ma perché il consigliere Dell'Omodarme spinge così tanto per la nuova caserma dei carabinieri? Con Bulgarella che gli dice “Falla passare come una tua idea”.

«Quando l'ho incontrato Bulgarella non ha manifestato la volontà di realizzare la nuova sede dei carabinieri. Era, invece, interessato a trasformare le due caserme in un albergo. A lui non interessava la nuova caserma».

Sì, ma l'operazione era, comunque, funzionale a liberare i due immobili in centro.

«Il trasferimento delle caserme all'epoca era nel programma di mandato del sindaco e anche del suo predecessore. L'imprenditore si è fatto avanti dicendo: “Se fate questo progetto e fate la nuova caserma che a me non interessa, ma sono pronto ad acquistare gli immobili (proprietà di Comune e Provincia) per realizzare un albergo2».

Però tutto è rimasto a livello di intenzioni.

«Mai messi all'asta gli immobili. E in ogni caso lo avremmo fatto solo dopo un cambio di destinazione d'uso e, quindi, con una variante urbanistica. Chiunque le avrebbe potute acquistare, eventualmente, al prezzo di mercato come destinazione alberghiera».

Dunque, con Bulgarella ci sono stati solo incontri fisiologici tra un assessore all'urbanistica e un costruttore?

«Non avete idea di quanta gente ogni giorno mi porta progetti e proposte. Cosa deve fare un assessore se non conoscere tutti i progetti che ci sono in città, per poi farsi un'idea? Altrimenti basterebbero i tecnici. E poi lo ribadisco: non è possibile che il Comune dia l'appalto per la nuova caserma dei carabinieri. Non può essere il Comune l'ente appaltante».

Ma dietro a quel progetto c'era il futuribile albergo in centro.

«Non è mai stato fatto il cambio di destinazione d'uso dell'attuale caserma perché non ho mai trovato una nuova localizzazione che fosse gradita ai carabinieri. Se fosse stato possibile l'avrei fatta eccome la variante urbanistica. L'interesse della città era quello di trovare una collocazione migliore. Poi, fatta la variante, come amministratore non mi deve interessare chi compra aree, immobili e realizza quello che è previsto. Si vuole dimostrare una cosa che non esiste: l'atteggiamento benevolo dell'amministrazione verso un imprenditore. Non solo non è vera, ma è assurda. Non esiste favoritismo nei confronti di chicchessia. Favoriamo i cittadini e gli interessi della città. E basta».

Le cene e le telefonate con Bulgarella?

«Una telefonata, in cui ci diamo del lei. La cena? Dell'Omodarme mi disse: "Vieni a cena che ti voglio parlare di alcuni progetti". Era stato in consiglio comunale con me, mio compagno di banco, c'era un rapporto di amicizia».

Agli atti c'è una sorta di difesa dell'imprenditore sul caso delle torri di Cisanello dopo l'interpellanza del M5S nel luglio 2014. Il braccio destro di Bulgarella, l'avvocato Federico Tumbiolo riferisce che lei abbia detto, riguardo ai grillini: "Bulgarella non ha mai fatto una speculazione in questa città … ha sempre comprato tutte le cose con la concessione edilizia non sapete nulla … siete dei cretini”».

«Dal momento che il M5S mi aveva chiesto conto dei tempi di ultimazione delle torri, la cosa più logica è stata quella di chiamare il costruttore. L'ho detto anche in consiglio comunale che ci avevo parlato. Non difendevo l'imprenditore, ma il progetto urbanistico approvato dalla precedente amministrazione e che ritengo ancora valido per quel quartiere. E poi per sapere che cosa ho davvero risposto in consiglio basta ascoltare la registrazione reperibile sul sito del comune».

Faceva riferimento al fango che sta venendo fuori.

«Sono furiosa. Mi si può attaccare a livello politico, si può dire che sbaglio le scelte per la città. Ma insinuare il dubbio che sia disonesta non l'accetterò mai».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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