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da san dalmazio a Tübingen

Scuderi espone le sue opere in Germania

Scuderi espone le sue opere in Germania

POMARANCE. Un ponte di terracotta illustrata dall’Alta Valdicecina alla Germania. Gli embrici dipinti di Enzo Scuderi saranno in mostra, dal 30 di ottobre fino al 27 di novembre, alla Kulturhalle...

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POMARANCE. Un ponte di terracotta illustrata dall’Alta Valdicecina alla Germania. Gli embrici dipinti di Enzo Scuderi saranno in mostra, dal 30 di ottobre fino al 27 di novembre, alla Kulturhalle dell’antica città di Tubinga (Tübingen). Enzo Scuderi, classe 1952, disegnatore e pittore, etneo di nascita ma toscano d’adozione, vive nella campagna di San Dalmazio dal 1993, immerso in un magma di musica classica, silenzio e funghi porcini.

La sua arte è fatta di sapienza artigiana e natura, tecnica e ritmo. Il particolare supporto delle sue chine è costituito da vecchi embrici in terracotta, un tempo utilizzati per la copertura di case e poderi della costa e dell’entroterra tirrenico e adesso colonizzati da muschi e muffe, sui quali Enzo Scuderi imprime con mano lieve suggestioni visive che scaturiscono spesso e volentieri dalla sua passione per la musica e per l’opera, da Mozart a Beethoven, da Rossini a Haydn, nonché da un modo di intendere la vita spiritualmente pagano e giocosamente illuminista.

La mostra, promossa dal dipartimento di arte e cultura del municipio di Tubinga insieme all’Istituto italiano di cultura di Stoccarda e alla Kreisparkasse Tübingen, sarà composta da circa quaranta pezzi, alcuni di recentissima realizzazione, e vanta altresì il supporto dell’associazione turistica Pro Pomarance. E il patrocinio del comune di Pomarance. «Le mie tegole, alla fine – commenta - non sono altro che santini».

Santini sì, ma sempre laici, misteriosi ed espliciti. Figure talvolta dolci, talvolta beffarde, che sembrano emergere da un tempo indefinito. Il tempo che ci mettono le muffe ad invadere la superficie della materia, laddove il feticcio dell’embrice ricoperto di muschio diventa il luogo dove prendono forma le immagini che scaturiscono dalla mente dell’artista: visioni, talora anche paradossali, che nascono sovente da suoni come, nel caso delle sue ultime creazioni, la voce di contralto di Caterina Calvi o quella di soprano di Jörg Waschinski. Ma anche dalle note del geniale Don Giovanni di Mozart, del Fidelio di Beethoven, o delle commedie liriche di Jean-Philippe Rameau.

Gianni Bianchi

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