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Condannato l'automobilista che uccise uno studente di 17 anni
Un anno e sei mesi di reclusione (pena sospesa e non menzione) a Rossano Petracchi che nel 2013 travolse con l'auto Juri Biondo
CAPANNOLI. È stato condannato a un anno e sei mesi di reclusione, con i benefici della sospensione condizionale della pena e la non menzione, Rossano Petracchi, residente in un paese dell’Alta Valdera, l'automobilista che nel giugno 2013 travolse e uccise con la sua auto un ragazzino di 17 anni, Jury Biondo, di Capannoli. Il giudice Pietro Murano ha condannato l'uomo anche al pagamento delle spese processuali e gli ha sospeso la patente di guida per due anni.
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Al processo, in tribunale a Pisa, l’automobilista ha di nuovo chiesto scusa alla famiglia per avere causato, con una guida imprudente, l’enorme tragedia. Niente potrà restituire ai familiari il ragazzo che aveva appena 17 anni. Dalla sera stessa dell’incidente Petracchi si è assunto le sue responsabilità. Abitava a Selvatelle, vicino a casa della vittima, e per non rinnovare in continuazione il dolore alla famiglia l’uomo ha deciso di trasferirsi in un altro paese.
«Sono dispiaciuto per quello che è successo. La grande conoscenza della strada mi ha indotto a fare il sorpasso – ha detto, mentre i familiari della vittima lo seguivano con grande attenzione – anche in un tratto dove non era possibile», c’era la striscia continua e scarsa visibilità.
In quel momento arrivava dalla direzione opposta lo studente in sella al suo motorino, impossibile evitare la tragedia. Per due volte l’avvocato Andrea Di Giuliomaria ha chiesto che l’automobilista, incensurato, fosse ammesso al patteggiamento. E per due volte gli ha negato questa possibilità.
Così il 21 ottobre al dibattimento il conducente è stato ascoltato dal giudice e ha ripetuto la dinamica del drammatico incidente.
Il pm ha chiesto per l’imputato una condanna esemplare, senza attenuanti, in considerazione dell’età della vittima: due anni e otto mesi di reclusione.
Il difensore ha ricordato come anche di fronte ad una tragedia grande com'è quella della morte di un ragazzo di 17 anni fosse necessario arrivare a una pena giusta. Pur ammettendo di avere violato una norma del codice della strada, l’automobilista si è assunto le sue responsabilità e ha partecipato in maniera attiva al processo civile dove si è costituito chiedendo all’assicurazione di risarcire la famiglia della vittima. Ed è già stata disposta una provvisionale immediatamente esecutiva di oltre 600mila euro.
Il difensore ha quindi chiesto al giudice di valutare tutti questi aspetti e il contegno che l'imputato ha avuto nel corso del processo.
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