Il presidio
A Pontedera il primato dei tributi: cittadini tartassati
Per la Corte dei conti nel 2014 è stato versato il 38,7% in più rispetto alla media nazionale
PONTEDERA. In economia con “pressione tributaria” si intende l'indicatore percentuale che misura il livello di tassazione medio di un Paese, di un'entità geografica o di un sottoinsieme della popolazione. Se applicato a livello locale il parametro può indicare il peso fiscale che ogni Comune pone sulle spalle dei cittadini. Incrociando i numeri e svolgendo qualche piccolo conto emerge un dato che non farà piacere ai pontederesi: sono tra quelli che pagano più tasse. E non solo a livello regionale, perché il primato vale anche su scala nazionale.
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Nel 2013. La Federazione nazionale dei pensionati Cisl Toscana ha messo sotto osservazione i maggiori 50 Comuni toscani, che rappresentano il 57% della popolazione regionale, e ne ha analizzate le entrate tributarie: cinque per provincia, compresi tutti i capoluoghi, dal 2011 al 2013. Ovunque le tasse da pagare sono aumentate. È la prima considerazione che viene fuori dalla lettura dei numeri. La pressione tributaria per abitante è passata, in media, da 443,17 euro pro capite nel 2011 ai 762,15 euro nel 2013. Livorno, Pietrasanta, Viareggio e Chianciano hanno subìto le impennate maggiori con incrementi tra 500 e 600 euro a persona. E Pontedera? La città della Vespa esce da ogni schema. Perché se la media pro capite della pressione tributaria in Toscana è 762,15 euro, nella capitale della Valdera il numero sale fino a 895,37. Precisamente il 17,45% in più rispetto al dato medio regionale. La rilevazione è alla portata di tutti: basta connettersi al sito del Comune di Pontedera e cercare il consuntivo del 2013. Quindi segnarsi il numero accanto alla voce “entrate tributarie” (26.055.492,06) e dividerlo per il numero dei residenti (29.100). Il risultato medio è 895,37, ovvero la somma che ogni cittadino pontederese, nel 2013, ha dovuto sborsare per pagare le tasse.
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Nel 2014. La Corte dei conti, nella relazione sulla finanza locale, ha preso in considerazione anche i numeri relativi al 2014. Dai confronti eseguiti dall’organo statale viene alla luce un ulteriore aumento dei tributi. A livello nazionale si è passati dai 505,5 euro pro capite del 2011 ai 618,4 euro del 2014. I magistrati contabili hanno osservato inoltre che i livelli massimi di riscossione tributaria si sono realizzati nei Comuni con più di 250mila abitanti, dove il valore, sempre per persona, ha toccato cifra 881,94. Attraverso una suddivisione in fasce la Corte dei conti classifica le diverse aree: Pontedera si trova nella fascia 5, quella che racchiude al suo interno i Comuni da 20mila a 59.999 abitanti. Per ogni raggruppamento inoltre viene reso noto il numero di peso fiscale medio “ad personam”, che nel caso del gruppo 5 è di 558,50 nel 2014. Briciole in confronto a ciò che emerge ancora dai dati reperibili sul sito del Comune di Pontedera, che con 911 euro di tasse per ogni residente, per poco non raddoppia la media italiana. La differenza tra quello che mediamente pagano gli italiani e ciò che invece viene versato dai pontederesi, in questo caso, è del 38,7% in più. Nella relazione della Corte dei conti si legge infine che i Comuni hanno subìto, dal 2010 al 2014, tagli per 8 miliardi, compensati da aumenti molto accentuati delle tasse locali per conservare l’equilibrio in risposta alle severe misure del governo.
Boom tra il 2012 e il 2014. Curiosando ancora tra cifre si scopre che a Pontedera dal 2012 al 2014 si è passati da 18.298.326,18 a 26.615.794,35 di entrate tributarie totali. Per i cittadini un aumento della pressione fiscale, nel giro di tre anni, pari al 45,45%.
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