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150 anni di attività per l’alimentari Serafini
Buti, la bottega resiste alla crisi e rimane a conduzione familiare ormai da cinque generazioni. Sabato la festa con i clienti e i compaesani
BUTI. Nel flusso di aperture e chiusure degli esercizi commerciali, a Buti resiste una bottega storica. Ma non per modo di dire. Perché sabato 24 ottobre il negozio di generi alimentari di Francesco e Marta Serafini taglia il traguardo dei 150 anni. La loro attività nel cuore del paese è un punto di riferimento per tutti i butesi. E ultimamente si è rivelato un vero e proprio salvagente anche per i turisti che visitano Buti nei mesi estivi e devono fare i conti con la moria di negozi che ha portato alla chiusura di 3 alimentari negli ultimi 10 anni. Serafini invece dal 1865 è rimasto sempre al solito posto, in piazza Garibaldi all'angolo con via Francesco Di Bartolo.
Ma non c'è solo la tradizione ultracentenaria a rendere speciale questo negozio. A Buti è l'unico rimasto a condizione familiare da 5 generazioni. Ininterrottamente, senza mai un cambio di gestione. Ancora oggi Marta e Francesco cercano di mantenere vive le caratteristiche della bottega fondata dai loro trisnonni pochi anni dopo la costituzione del Regno d'Italia. In quell'epoca Buti, come molti altri paesi del territorio, viveva di un'economia essenzialmente agricola e le principali attività ai piedi del Monte Serra erano la lavorazione del legno, la produzione dell'olio e la raccolta delle castagne. Non a caso lo stemma del comune è un'aquila che stringe tra i suoi artigli un ramoscello di olivo e uno di castagno. Il trisnonno di Marta e Francesco iniziò proprio a commerciare questi due prodotti, per poi dare vita all'alimentari Serafini. «Cominciò vendendo olio e castagne – racconta Marta – ma presto iniziò a spostarsi nei paesi vicini dove poteva trovare altri prodotti come carne e formaggi. Partiva nel cuore della notte con cavalli e calesse per andare a prendere la merce a Lucca. Lì prendeva soprattutto salumi, baccalà e aringhe, mentre nella piana di Pisa comprava la verdura, per avere tutti i giorni prodotti freschi in negozio dalle 8 del mattino. Dopo di lui è arrivata la mia bisnonna Carola, poi mio nonno Fosco, che purtroppo è morto a soli 44 anni, e il mio babbo Luciano». Marta e Francesco iniziarono a lavorare in negozio insieme al padre nel 1985. Da 30 anni stanno dietro al banco o alla cassa. Ma tra gli scaffali dell'alimentari ci sono praticamente cresciuti.
«Ci hanno raccontato che il momento più difficile di questi 150 anni è stato durante la Seconda guerra mondiale. I migliori invece sono gli anni'60, sia a livello economico che di benessere generale. Ricordo che cominciammo a vendere cose nuove, come le banane, ma allora non le conosceva nessuno e il primo giorno le dovemmo buttare via tutte. A quel tempo molti prodotti che oggi troviamo confezionati, come la pasta e la polenta, venivano venduti sfusi». Nonostante il momento poco felice per il commercio al dettaglio, Marta e Francesco possono contare su una clientela affezionata e sulla qualità dei prodotti. «Purtroppo la grande distribuzione ci ha tagliato le gambe e l'unica soluzione resta proprio quella di puntare sulla qualità. Chi compra da noi sa che non troverà le solite cose al supermercato. Non saranno più tempi d'oro, ma siamo comunque contenti di come vanno le cose. Tra sacrifici e soddisfazioni il negozio è arrivato a 150 anni e ne siamo davvero orgogliosi». Un traguardo che Marta e Francescono festeggeranno sabato mattina con un rinfresco in negozio aperto a tutti. «Un modo per ringraziare tutti i clienti che vengono sempre a fare spesa da noi»
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