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Per Fiom l'accordo sulla "solidarietà" è... una cambiale in bianco per Piaggio
Critiche da parte della Cgil a Fim Cisl e Uilm Uil che avrebbero accettato tutte le condizioni poste dall'azienda ottenendo poco in cambio
PONTEDERA. L'accordo per il contratto di solidarietà alla Piaggio di Pontedera, firmato dai sindacati Fim Cicl e Uil Uil è, secondo la Fiom Cgil, "solo una cambiale in bianco". Comincia così il comunicato della stessa sigla sindacale in cui si spiegano i motivi del no all'accordo, in cui è previsto un anno di contratto di solidarietà per tutto lo stabilimento a partire dal 24 novembre, in prosecuzione del vecchio accordo che scade il 22 novembre, ma anche l'apertura della mobilità volontaria per un massimo di 180 dipendenti. Anche in quest'ultimo caso si tratta di un provvedimento-bis, visto che nei mesi scorsi sono usciti dalla fabbrica della Vespa, grazie agli incentivi, 57 tra operai e impiegati.
Secondo Fiom "la Piaggio ha preso tutta la flessibilità concessa dal contratto di solidarietà e una nuova procedura di mobilità per continuare a ridurre gli organici - si legge nella nota - Piaggio continua, invece, a tergiversare sugli investimenti per lo stabilimento di Pontedera, mentre i nuovi veicoli andranno ad essere prodotti in Vietnam. I lavoratori di Pontedera si vedono “bruciare” subito un anno di ammortizzatori sociali, perché il Jobs Act ne consente l'uso per un massimo di 3 anni ogni 5. Il tutto, senza nessuno strumento per limitare le riduzioni di salario, come opportuni meccanismi di rotazione e garanzie per la maturazione dei ratei. E questo sarebbe stato quanto mai opportuno, visto che la “solidarietà” è pagata come la cassa Integrazione".
"Gli oltre 200 lavoratori con contratto part time verticale (Ptv) restano alla finestra, alcuni addirittura dal 2009 - recita il comunicato di Fiom Cgil - non essendoci, ancora una volta, un percorso chiaro e certo per i passaggi a full time; nemmeno la piccola quota pattuita con l'accordo del 2015 è sicura". Anche per la nuova mobilità, prevista a partire dal febbraio 2016, "viene confermata una percentuale di trasformazione di lavoratori Ptv in ull time del 15%. Praticamente niente. Erano questi i punti principali su cui abbiamo ritenuto doveroso provare a fare una trattativa con la Piaggio, per limitare i danni in un contesto che rimane difficile per i lavoratori a Pontedera, in Italia e in Europa, sotto i colpi di una ristrutturazione continentale che ha il salario nel mirino".
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Secondo il sindacato, questo contesto è aggravato dal fatto che "tutti elementi che erano stati ampiamente condivisi dai delegati nella riunione preliminare alla trattativa, di tutta la Rsu Piaggio alla presenza dei segretari provinciali di Fim, Fiom e Uilm. Riunione fortemente voluta dalla Fiom per attivare un percorso efficace e democratico che arrivasse fino all'assemblea generale di tutti i lavoratori prima della firma. Ora, dopo la ratifica in tutta fretta da parte di Fim e Uilm di quanto richiesto dalla Piaggio, senza aver portato nessuna concretezza e certezza a vantaggio dei lavoratori, ci chiediamo cosa possa aver indotto queste organizzazioni a firmare il cosiddetto accordo".
In una situazione modificata, secondo Fiom, "in peggio dal Jobs act occorreva, fin da subito, fissare dei paletti per non aggravare ulteriormente la condizione dei lavoratori. Denunciamo con forza di fronte ai lavoratori un atteggiamento, a parer nostro, non solo sbagliato, ma dannoso e controproducente. La Fiom-Cgil, a tutti i livelli e con i suoi delegati, continuerà a tenere alta l'attenzione e a coinvolgere i lavoratori, le cui energie sono fondamentali, nelle iniziative necessarie per provare a cambiare questo stato di cose, a partire dalla salvaguardia dell'occupazione, dei salari e per un vero rilancio di questa importante azienda e del suo indotto".
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