Il dj-cuoco e le ricette della nonna
Don Pasta si è esibito durante la Festa di San Luca degli alabastrai
VOLTERRA. La musica di un vinile sparata da due altoparlanti riempie le cantine del ristorante del palazzo Viti ed accompagna il movimento del corpo di un dj d’eccezione Daniele De Michele, meglio conosciuto come Don Pasta, che contemporaneamente a far suonare i dischi, dà anche lezioni di cucina. È stato lui uno dei protagonisti della Festa di San Luca degli alabastrai che si è svolta a Volterra nei giorni scorsi.
Una performance a base di un coltello che batte veloce sul tagliere per tritare carote, cipolle rosmarino, in perfetta sintonia con la musica, mentre mixa un brano con un altro per tornare subito alla padella piena di strutto dove cuoce il battuto. «Giro l’Italia da tre anni alla ricerca della cucina popolare - racconta il cuoco-dj - ma mi sfuggiva il senso di quella cucina che ci rappresentava con la sua educazione culinaria , gastronomica, culturale in cui impari certe cose e poi alla fine ti dicono che tutto quello non vale più».
Don Pasta racconta di aver imparato le ricette della nonna, «nelle quali si rispettavano regole tecniche molto forti. Regole quasi inconsce in un certo senso. Fare allora il giro dell’Italia ascoltando quelle tradizioni popolari, vuol dire conoscere l’Italia stessa e dalle parole di chi incontri, impari moltissimo. In un’epoca storica dove tutto sta andando al collasso, senti in loro un modo molto semplice di interpretare la realtà».
Leonardo Dell’Aiuto
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