Italia
«Ho fiducia, alla fine la verità verrà fuori»
La madre della presunta vittima: l’udienza dell’altro giorno non ha deciso la sentenza
PONTEDERA. «Tutto dipende da cosa decide il giudice. Credo ci sia poco da dire. Ci sono due perizie che si contrappongono, siamo fiduciosi che alla fine la verità verrà accertata. L’udienza dell’altro giorno non ha deciso la sentenza».
La madre della ventenne che ha querelato i due imputati preferisce non aggiungere nessun’altra considerazione dopo l’udienza dell’altra mattina in cui è stata messa in discussione la presenza del Ghb nelle bottigliette che sono state sequestrate nella villa del nonno di Mattia Rizza, dove i quattro amici - i due imputati, la presunta vittima e l’amica, unica testimone al processo - si erano recati per trascorrere una serata in piscina.
L’accusa, sebbene durante il dibattimento siano emersi aspetti che durante le indagini avrebbero potuto essere approfonditi, ritiene che il quadro indiziario non sia cambiato nonostante quanto è stato accertato dalla consulente della difesa. Il pm Aldo Mantovani ha quindi dato parere negativo alla remissione in libertà dei due giovani che poi invece è stata disposta dal primo collegio del tribunale di Pisa.
Per il pubblico ministero, dunque, il quadro non è mutato. In tribunale il pubblico ministero ha insistito sulla «presenza del Ghb nelle bottiglie, sui sintomi, compresa l’amnesia della giovane, che sono compatibili con l’assunzione di Ghb». Così come ha ripreso le dichiarazioni della testimone la quale ha dichiarato di avere sentito l’amica mentre diceva ai due ragazzi di smettere: “No, non voglio”. Al processo la testimone ha spiegato di avere cercato di portare via l’amica, ma che lei alla fine le aveva detto di lasciarla stare. La mattina successiva la presunta vittima, dopo che alla villa si era sentita male ed era stata accompagnata a casa dell’amica, era uscita per la strada e aveva incontrato un pasticcere (mai identificato) che le aveva dato un passaggio. Solo nel primo pomeriggio la madre l’aveva accompagnata al pronto soccorso dell’ospedale Lotti. Lei non ricordava nulla della serata, così sostiene anche oggi a distanza di mesi. Una vicenda molto complessa. Per questo sia i difensori che gli imputati hanno scelto di mantenere un profilo di cautela nelle dichiarazioni. Così i due ventenni continuano a ripetere che ora è emerso ciò «che abbiamo sempre detto: noi non abbiamo drogato nessuno e siamo innocenti».©RIPRODUZIONE RISERVATA
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