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Anziani rapinati in casa da banditi incappucciati
Erano in tre: forse gli stessi che hanno agito l’altro giorno a Montecalvoli La coppia sorpresa nel sonno: «Dicci dov’è la cassaforte, se no ti ammazzo»
CASTELNUOVO VALDICECINA. «Ti ammazzo se non ci dici dov’è la cassaforte». L’incubo per i coniugi Pierini, fornai per una vita a Castelnuovo Valdicecina e ora in pensione, è iniziato dopo l’una e trenta.
Franco Pierini, classe 1938, e la moglie, Alma Viti, stavano dormendo quando tre individui, con i volti travisati da passamontagna, sono entrati nella loro casa, nel centro del paese dopo essere saliti da un piccolo balcone e avere aperto una finestra.
Cercavano soldi, oggetti d’oro e alla fine hanno portato via anche tre vecchi fucili, regolarmente detenuti dalla coppia.
«Per fortuna avevamo circa tremila euro in casa, li hanno presi insieme ad alcuni oggetti d’oro. Ci hanno sfilato dalle mani anche le fedi. Se non avessimo avuto niente da portare via, forse ci avrebbero picchiato», si sfoga la donna, Alma Viti. I tre avevano una piccola torcia e non hanno mai acceso la luce per tutto il tempo in cui sono rimasti nell’abitazione, almeno 40 minuti.
«Non saprei dire nemmeno io come ci siamo sentiti, ma certo non è stata una bella situazione. In questi giorni io e mio marito dovevamo fare alcune visite e così avevo in casa circa tremila euro. Non ho avuto alcuna esitazione a prenderli, glieli ho dati, volevo che se ne andassero il prima possibile», racconta la donna.
I banditi, stando alle impressioni avute dei due coniugi erano stranieri, forse romeni. «Quello che chiedeva i soldi diceva che ne aveva bisogno per comprare il biglietto del viaggio e tornare in Romania. Però parlavano bene l’italiano. Hanno preso tutto, ci hanno spogliato di quello che avevamo. Il danno che abbiamo subito sarà di almeno ottomila euro. E poi hanno voluto anche i due fucili da caccia e una carabina. Non so quanto ci ricaveranno, ma li hanno portati via».
Per spaventare e minacciare gli anziani, i tre hanno usato una spranga di ferro e un coltello.
«Non c’era altro da fare che eseguire quello che chiedevano», aggiunge l’anziana, molto provata dalla rapina. Appena i banditi sono usciti, i due pensionati hanno dato l’allarme. «Mio marito ha problemi di salute, sinceramente abbiamo pensato prima a noi che non alle cose che hanno portato via».
Sul posto sono intervenuti i carabinieri della stazione di Castelnuovo Valdicecina e i militari del nucleo operativo della compagnia di Volterra che indagano sull’accaduto.
I tre malviventi non hanno lasciato grandi tracce: indossavano guanti e abiti scuri. I vicini, anche se la donna quando ha capito di avere i ladri in casa si è messa a urlare, non avrebbero sentito né notato qualcosa di strano, ma i carabinieri li hanno ascoltati ugualmente, andando alla ricerca di elementi utili per risalire agli autori della rapina.
Per il paese di Castelnuovo Valdicecina un duro colpo. In tanti hanno dimostrato la loro vicinanza alla famiglia presa di mira dai malviventi che è molto conosciuta anche per il fatto che ha gestito una panetteria per tanti anni. Generazioni di paesani hanno visto i coniugi al lavoro e li conoscono come brave persone.
«In paese abitano molti stranieri – spiega la donna – Mio marito, a differenza di me, è sempre abbastanza sospettoso. Io per carattere sono più aperta e disponibile con gli altri, ma forse ha ragione lui: questi non sono tempi per fidarsi di tutti. D’ora in poi staremo più attenti».
Sulla rapina, dunque, sono in corso serrate indagini.
Gli inquirenti hanno anche cercato di capire se ci sono analogie con quanto è avvenuto tra sabato e domenica in una villa a Montecalvoli. Al momento però, stando a quanto è stato spiegato, sembra che non ci siano riscontri oggettivi per mettere in relazione i due episodi.
I carabinieri della compagnia di Volterra hanno inoltre spiegato che l’episodio di Castelnuovo Valdicecina potrebbe essere nato come un furto.
Ma quando i malviventi si sono resi conto che in casa c’erano soltanto due anziani, hanno deciso di approfittare della situazione, sapendo che comunque avrebbero avuto a che fare con persone deboli, non in grado di difendersi.
«Noi la cassaforte non l’abbiamo – aggiunge Alma – dovevamo solo sperare che avessero pietà di noi. Alla fine ci hanno risparmiato e questo è già importante».
Ma il fatto di essere stati svegliati nel cuore della notte da sconosciuti, completamente travisati, è stato un autentico trauma. Per fortuna il cuore dei due pensionati ha retto allo spavento. Difficile, del resto, poter immaginare la reazione di persone anziane che si svegliano e accanto al letto trovano individui incappucciati e armati che li minacciano per prendere non solo oggetti di valore, ma anche i ricordi di una vita di sacrifici e affetti lontani nel tempo.
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DI FRANCO SILVI
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