Il Tirreno

Pontedera

Rapinati da tre banditi

di Sabrina Chiellini

I malviventi in fuga con lingotti d’oro e gioielli rubati a due anziani

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MARIA A MONTE. Erano in camera da letto, chiusi a chiave. Da quando nel novembre dello scorso anno due anziani coniugi, che abitano a Montecalvoli, sono stati rapinati, vivono nella paura. La loro villa è protetta da un sistema di allarme e controllata da un istituto di vigilanza privato. Tutto questo, però, non ha scoraggiato tre malviventi che nella notte sono entrati di nuovo in casa di Agostino Carli dopo avere forzato una finestra laterale nell’unico angolo dell’abitazione dove l’allarme non era ben collegato. I tre, apparentemente non armati, erano travisati con passamontagna e indossavano guanti, così da non lasciare impronte. Secondo quanto è stato ricostruito dai carabinieri di Santa Maria a Monte e della compagnia di San Miniato, la banda è entrata in azione dopo mezzanotte, tra sabato e domenica.

Il colpo è iniziato come un furto: i ladri sono entrati in casa, hanno cercato - ma forse sarebbe più giusto dire che sono andati a colpo sicuro - in alcune stanze della villa dove si trovano le casseforti che hanno aperto, riuscendo a trovare le chiavi di tutte, tranne quella che è in camera e che si sono fatti aprire dai coniugi dopo averli minacciati e strattonati. Sì, perché dopo avere ripulito alcune casseforti (anche se non tutte contenevano oggetti preziosi), i ladri non si sono dati alla fuga. Ma hanno completato il “lavoro” entrando nella camera dove i pensionati (lei ha 79 anni, lui 89) stavano dormendo con la tv accesa. La porta della camera, anche se era chiusa dall’interno, è stata forzata e aperta. A quel punto per i due coniugi, che sono stati immobilizzati nel letto, è stato l’inizio di un vero e proprio incubo.

«”Non mi guardare, non mi devi guardare”, mi diceva uno dei rapinatori – racconta la pensionata, visibilmente provata dall’esperienza – Mi parlava e mi teneva girata nel letto perché forse aveva paura che lo potessi riconoscere».

Sono stati momenti di grande tensione con il rischio che ai pensionati, vista la loro età, potesse prendere un infarto. I banditi li hanno quindi costretti ad aprire la cassaforte che era in camera, hanno preso l’orologio della donna, tenendo la coppia sotto scacco per alcuni interminabili minuti.

«Difficile dire quanto e cosa sono riusciti a portare via – spiega la famiglia Carli – Di sicuro hanno preso tre lingotti d’oro da cento grammi ciascuno e numerosi monili del valore di alcune decine di migliaia di euro. Un danno enorme per noi, senza contare il valore affettivo di alcuni oggetti».

Una rapina che difficilmente i coniugi Carli potranno dimenticare. Già a novembre scorso, durante il primo episodio, uno dei coniugi era stato ferito alla testa. Non è escluso che il colpo dell’altra notte sia la “seconda parte” di un lavoro che i malviventi non erano riusciti a completare. Anche in quell’occasione i banditi avevano minacciato i due pensionati, in particolare la donna per convincerla a fare quello che loro volevano. Dopo avere preso circa trecento euro e un monile d’oro, gli autori del raid si erano allontanati e la famiglia derubata aveva chiesto aiuto ai carabinieri.

Questa volta, però, la rapina ha avuto risvolti e conseguenze ben più gravi e lascia aperti molti interrogativi su cui i carabinieri potranno lavorare.

Insomma, la prima impressione che gli inquirenti hanno avuto dopo avere sentito i racconti dei malcapitati pensionati è che chi ha agito sapesse bene dove andare a cercare le chiavi delle casseforti e quali sono i punti deboli del sistema di allarme che dovrebbe proteggere la villa.

«Una delle piccole casseforti che è stata aperta e che veniva usata per riporre soprattutto documenti non sapevo nemmeno io dove si trovasse – si sfoga la figlia dei pensionati – Invece i ladri l’hanno individuata subito. E non è che abbiano lasciato grande confusione. Hanno spostato alcuni oggetti ma, tutto sommato, si può davvero dire che erano bene organizzati. Forse sapevano anche dove andare a cercare».

Sulla rapina sono ora in corso le indagini dei carabinieri che hanno effettuato un lungo sopralluogo nella villa. L’inchiesta parte non solo dal racconto delle vittime e dai rilievi che sono stati effettuati, ma anche dalle persone che in qualche modo hanno accesso all’abitazione dei coniugi o che possono conoscere le loro abitudini.

Certo è che i malviventi avrebbero potuto fuggire senza entrare nella camera da letto dei coniugi. Invece hanno voluto spaventare i due anziani per prendere altri oggetti o perché immaginavano che nella cassaforte della camera avrebbero trovato un bottino consistente.

Per la famiglia non sarà facile ricostruire l’elenco esatto delle cose portate via. Del resto, si sa, nella cassaforte di una abitazione ci possono essere anche i ricordi di una vita, regali di ricorrenze, oggetti acquistati nel corso degli anni, insieme a documenti e cose personali che si preferisce custodire in casa piuttosto che in banca.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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