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il processo

Rimessi in libertà i ragazzi accusati di violenza sessuale. Le perizie demoliscono la tesi della Procura

Sabrina Chiellini
Il Ghb, la droga dello stupro
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Il Ghb, la droga dello stupro

Alla sbarra due ventenni accusati di violenza sessuale ai danni di una giovane durante una serata in una villa a Santa Maria a Monte

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PISA. La svolta che la famiglia dei due ragazzi ventenni - Mattia Rizza ed Edoardo Nieri - finiti sotto processo con l'accusa di stupro aggravato dall’utilizzo di ghb  si aspettava è arrivata la mattina del 19 ottobre alla fine di una lunga udienza in Tribunale in cui sono stati sentiti i consulenti dell’accusa e della difesa.

E’ stata propria quest’ultima, la professoressa Bertol con i risultati della sua perizia, a mettere  in discussione tutta “l’architettura” del processo. In sostanza non c’è prova che il ghb sia stato usato e le tracce trovate nelle bottigliette di schweppes sono così irrilevanti da poterle considerare uguali al contenuto della stessa sostanza che si trova nelle bottiglie in commercio.

Prima della professoressa Bertol è stato sentito il  consulente dell'accusa, professor Mario Giusiani, il quale ha riferito che nel capello non "esiste la prova certa dell'assunzione di Ghb da parte dei tre soggetti".

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Un colpo di scena che ha indotto la difesa a chiedere l’immediata remissione in libertà dei due imputati che fin dall’inizio si sono dichiarati innocenti e che hanno provato a spiegare in ogni modo che loro quella droga non ce l’avevamo mai messa e che era stato montato un caso ai danni delle loro persone.

Il presidente del primo collegio, Pietro Murano, dopo alcuni minuti di camere di consiglio ha disposto l’immediata liberazione dei ragazzi che si trovavano agli arresti domiciliari dopo essere stati alcuni mesi in carcere. Rizza e Nieri sono quindi usciti liberi dal tribunale e sono stati festeggiati dalle loro famiglie e dagli amici.

Per loro non è ancora la fine di un incubo, ma oggi è stata scritta una pagina importante di questa vicenda giudiziaria.

Il pm Aldo Mantovani si è opposto alla revoca degli arresti domiciliari mentre la parte civile non ha trovato nulla da eccepire. Il processo è stato aggiornato al 6 novembre quando il collegio dovrà valutare se ammettere una terza perizia, una sorta di super perizia in grado di confutare quando emerge dal lavoro effettuato dai consulenti dell’accusa e della difesa.

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