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Catturato dopo mesi lo storione dei record
MARIA A MONTE. È un pisano il pescatore dell’anno. Si chiama Filippo Satariano, ha 46 anni, di lavoro fa l’impiegato in un’azienda chimico-farmaceutica e abita nella frazione di Titignano (Cascina)....
MARIA A MONTE. È un pisano il pescatore dell’anno. Si chiama Filippo Satariano, ha 46 anni, di lavoro fa l’impiegato in un’azienda chimico-farmaceutica e abita nella frazione di Titignano (Cascina).
Il trono se l’è conquistato nella mattinata di sabato scorso all’Oasi al Lago di San Donato, nel comune di Santa Maria a Monte. Erano passate le otto da pochi minuti quando l’appassionato di carpfishing ha “agganciato” il re incontrastato del lago di pesca sportiva di proprietà della “Emme.gi.erre srl” e gestito da Mauro Mazzantini.
Era dal 28 febbraio scorso che pescatori di mezza Italia venivano in provincia di Pisa per dargli la caccia. Ma lui, uno storione del peso di ben sessanta chilogrammi e della lunghezza di un metro e ottanta centimetri, non era mai caduto nel tranello. Non aveva mai abboccato. Fino all’altro giorno, per la gioia di Filippo, che, come aveva promesso Mauro Mazzantini il giorno della “liberazione” del maxi pesce nel lago (era appunto il 28 febbraio), ha avuto l’opportunità di dare un nome al “siluro”.
«Avevo allestito la postazione di pesca da nemmeno mezz’ora – racconta Satariano, innamorato della pesca sin da quando era bambino – quando la centralina di segnalazione abbinata alla canna ha cominciato a suonare. Prima con alcuni timidi “bip”, poi con altri più forti e frequenti. A quel punto, ho allungato il filo e dopo poco è partito. Allora, ho dato una bella “incocciata” e mi sono subito reso conto che non si trattava della solita preda. Era qualcosa di molto consistente e resistente. Dopo poco, inoltre, ho capito che non poteva trattarsi di una carpa, bensì di un grosso storione».
Qualche minuto più tardi si è materializzata la sorpresa. «Nel cercare di liberarsi – continua Filippo – il pesce è venuto in superficie. Quando ho visto spuntare dall’acqua la coda ho pensato potesse essere lui. Era immensa».
Il combattimento è durato poco più di una ventina di minuti. Per fortuna, ha retto il filo di nylon del 40 a cui erano collegate le boiles al pesce speziato. Ovviamente, il pesce non riusciva ad entrare nel guadino e Satariano è stato aiutato nel portarlo a riva da alcuni pescatori confinanti.
Lo storione, che è stato poi liberato e restituito alle acque del lago dopo le classiche foto di rito, ha ora un nome. Si chiama Katiuscia, come la moglie di Filippo. «Il 28 febbraio – spiega Satariano – ero presente quando immisero nel lago il pesce. A mia moglie dissi: “Se un giorno riuscirò a pescarlo, gli darò il tuo nome”. Ho mantenuto la promessa».
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