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Pontedera

«Useremo i volontari come vigilantes»

«Useremo i volontari come vigilantes»

La proposta del sindaco Millozzi per aumentare la sorveglianza in via Primo Maggio e in altri quartieri di Pontedera

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PONTEDERA. Strappare via Primo maggio dal lento e progressivo degrado, legato sia alla crisi economica che ha decretato la morte di alcuni esercizi commerciali, ma anche all’arrivo di problemi di spaccio di sostanze stupefacenti, sta per diventare uno dei punti all’ordine del giorno del lavoro dell’amministrazione comunale, in collaborazione anche con il Tavolo comunale della sicurezza che è stato costituito proprio per cercare di dare risposte ad aspetti connessi alla microcriminalità in città.

Il sindaco, Simone Millozzi, conferma di avere affrontato questo tema durante una delle ultime riunioni del Tavolo della sicurezza. Se il controllo del vicinato, che si sta attuando in alcuni paesi della provincia come Orentano e Casale Marittimo, non potrà essere “esportato” nei quartieri della città, è anche vero che si sta lavorando per sperimentare in questa strada, così come in altre zone di Pontedera, sia alla stazione ferroviaria che Fuori del Ponte, una nuova forma di vigilanza con la collaborazione delle associazioni di volontariato. Come ci sono stati i nonni-vigili davanti alle scuole, potremo presto vedere anche i nonni impegnati in servizi di polizia di prossimità.

«Stiamo lavorando per capire come è possibile coinvolgere le associazioni di volontariato, sulla base delle convenzioni che già abbiamo, per migliorare la sicurezza di alcune zone della città», spiega il sindaco Millozzi.

Il Comune pensa a un servizio di vigilanza svolto da persone con tanto di divisa che possa aiutare il cittadino a riconoscerle.

«Se c’è un bisogno o anche solo se si presenta una situazione sospetta – dice il sindaco – i cittadini potranno rivolgersi ai volontari che saranno impegnati in questo tipo di attività. Non tutto però, quando si parla di degrado e sicurezza, può essere sempre demandato solo ed esclusivamente al Comune. Ognuno faccia la propria parte».

Per quanto riguarda lo spaccio di droga in via Primo Maggio, in prossimità di un paio di esercizi pubblici, il sindaco conferma di conoscere il problema e di averlo lui stesso segnalato alle forze di polizia.

«Ci sono situazioni che vengono segnalate – osserva Millozzi – Alle forze dell’ordine ho chiesto di intervenire e di tenere sotto controllo la situazione. Ma non posso poi entrare nel merito delle attività che vengono effettuate».

Rispetto poi al problema dei negozi che chiudono, il primo cittadino ritiene che anche la città non sia immune dai problemi economici che più in generale riguardano il Paese.

«Intanto cominciamo ad attuare, così come facciamo già per i controlli ambientali e sui rifiuti, nuovi modelli di presidio del territorio per scoraggiare certi fenomeni e favorire le segnalazioni di situazioni anomale su cui è necessario intervenire».

La richiesta di una maggiore vigilanza, dei cosiddetti vigili di quartiere, del resto arriva al Comune da più parti. Probabilmente sapere di poter contare sui nonni-sorveglianti potrà essere un primo passo per accrescere anche la percezione di sicurezza e provare a rendere più vivibili alcuni quartieri. Un tentativo, conferma il sindaco, che ha messo d’accordo anche le opposizioni e che prende atto dell’ormai cronica carenza di uomini e mezzi da parte delle forze di polizia. A questo punto diventano importanti i tempi, visto che le idee bene o male ci sono. Anche per evitare che poi alla fine l’esasperazione dei cittadini alimenti derive che diventano difficili da controllare.©RIPRODUZIONE RISERVATA

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