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Sei licenziamenti alla Tfl, scatta la protesta

Giacomo Pelfer
Sei licenziamenti alla Tfl, scatta la protesta

A Castelfranco di Sotto presidio dei lavoratori dopo che l’azienda di prodotti chimici ha annunciato la riduzione del personale

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CASTELFRANCO. È una di quelle realtà che sembrano non aver conosciuto la crisi. Un colosso internazionale dei prodotti chimici che vale un utile netto di decine di milioni di euro l’anno. Numeri da correggere, tuttavia, secondo i nuovi proprietari americani del fondo statunitense Black Diamond, che hanno deciso di riorganizzare il gruppo partendo da un taglio del personale.

Taglio che colpirà tutti gli stabilimenti della Tfl (4 quelli italiani per un totale di 152 dipendenti), tra i quali, ad essere più colpita in percentuale, è proprio la filiale di Castelfranco dove, dal 1° ottobre, è stata aperta la procedura di mobilità per 6 dei 23 dipendenti. Inutile ogni tentativo di trattativa da parte dei sindacati che nella giornata di martedì sono stati a Buscate (nella sede milanese del gruppo) per incontrare l’amministratore delegato, il quale si è limitato a confermare le intenzioni delle multinazionale rifiutando ogni strada alternativa. Da qui la protesta, con uno sciopero di 8 ore nella giornata del 16 ottobre, aperto con un presidio davanti ai cancelli dell’azienda, nel macrolotto di Castelfranco.

«È stato un fulmine a ciel sereno – racconta uno dei dipendenti, Roberto Rocchi – Abbiamo proposto forme alternative alla mobilità ma ogni ipotesi è stata bocciata». Preoccupazione evidente anche negli occhi delle donne, in gran parte impiegate nel settore amministrativo, dove il taglio sarà pari ad un terzo: «Mercoledì abbiamo inviato una lettera alla proprietà – spiegano – Ad oggi non abbiamo ancora avuto risposta».
«Non esistono i presupposti per poter parlare di mobilità – affermano Loris Mainardi della Filctem-Cgil e Marcello Familiari della Femca-Cisl – Parliamo di un’azienda in piena salute, che ha avuto solo una leggera flessione nell’ultimo anno e che ha deciso di rivedere l’organizzazione del gruppo andando a ridurre i costi del personale. Ad ogni modo ci siamo mostrati disponibili ad aprire un confronto, ma a tutto questo Tfl ha risposto di no».

Adesso sindacati e dipendenti avranno tempo fino al 15 novembre per tentare di aprire una trattativa, dopodiché la questione passerà nelle mani del Ministero allo sviluppo economico. Ai dipendenti, tutti residenti in zona e con un’età compresa tra 26 e 58 anni, è arrivata ieri mattina anche la solidarietà del sindaco Gabriele Toti, che ha chiesto d’incontrare il dirigente della filiale castelfranchese: «È una situazione che ha dell’incredibile – ha detto - Quello che mi preoccupa è il messaggio che rischia di passare, perché l’accrescimento degli utili non può prescindere dal rispetto della dignità delle persone». Vicinanza anche da parte del Pd, che in una nota promette di «adoperarsi fin da subito con tutti i mezzi a disposizione».

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