Il presidio
Impianto per macellare selvaggina
Lo scopo: una filiera di qualità certificata della fauna selvatica
SAN MINIATO. L’obiettivo è ambizioso: tracciare passo passo anche la carne di selvaggina, dall’abbattimento alla tavola, per poi offrire al consumatore la certezza della provenienza e la garanzia di un prodotto controllato, certificato nella qualità e nell’origine e magari capace anche di creare anche un po’ di economia per imprenditori agricoli e associazioni venatorie.
È questa la sfida che ha portato ieri mattina all’inaugurazione, presso i macelli del Comune di San Miniato alla Catena, dell’impianto per la conservazione e la macellazione della carne di selvaggina, realizzato grazie al contributo della Regione e dello stesso Consorzio macelli che adesso gestirà la struttura. Per la Toscana si tratta del primo investimento di questo tipo, ideato alcuni anni fa dal dottor Alberto Profumo, veterinario dei macelli, e reso possibile grazie alla sinergia fra istituzioni e aziende sanitarie. All’inaugurazione, infatti, era presente anche l’assessore regionale all’agricoltura Marco Remaschi. Con lui il sindaco Vittorio Gabbanini, l’assessore Giacomo Gozzini, la responsabile regionale del dipartimento di prevenzione Emanuela Balocchini, il presidente del Consorzio macelli Fabrizio Mannucci, il direttore del Consorzio Gianluca Pasqualetti, il direttore del dipartimento di prevenzione Asl 11 Gabriele Mazzoni e il responsabile della sanità pubblica, veterinaria e alimentare Luigi Coccoli.
«A San Miniato nasce una nuova opportunità per la macellazione in sicurezza della selvaggina e degli ungulati», hanno dichiarato il sindaco Gabbanini e l’assessore Gozzini. (g.p.)
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