Il presidio
Alla Piaggio un altro anno di solidarietà
Mobilità volontaria per 180 dipendenti Rinviata la stabilizzazione dei part-time
PONTEDERA. I circa tremila dipendenti di Piaggio continueranno a beneficiare del contratto di solidarietà per un anno, così com’è accaduto nel recente passato. A febbraio sarà aperta la mobilità volontaria per un massimo di 180 dipendenti. A marzo ci sarà un incontro tra sindacati e azienda per valutare il da farsi rispetto all’utilizzo degli ammortizzatori sociali.
Firma a tre. Sono queste le uniche tre certezze contenute nell’accordo ratificato l’altra sera all’Unione industriale pisana dove dirigenti della fabbrica della Vespa, rappresentanti delle segreterie provinciali delle quattro sigle sindacali e delegazione trattante della Rsu si sono incontrati per decidere aspetti importanti: quali ammortizzatore sociale usare per ovviare ai cali produttivi che si presentano durante l’anno e quali margini offre il mercato e la normativa per la trasformazione di alcuni contratti part time verticali in full time. Alla fine la firma sul documento è stata messa da Fim Cisl, Uilm Uil e Ugl. «Era l’unico sistema per gestire la situazione - dice il segretario provinciale di Fim Cisl, Claudio Garzotto - In questa maniera avremo i margini per ritrovarci a marzo e valutare la possibilità d’interrompere il contratto di solidarietà, in base alle prospettive produttive che ci indicherà Piaggio. Con l’opportunità di presentare una nuova domanda dopo settembre per un altro contratto di solidarietà, che resta lo strumento più flessibile con la riorganizzazione degli ammortizzatori sociali. Nella finestra tra primavera ed estate potremo anche stabilizzare gli operai che aspettano un contratto a tempo pieno da troppo tempo».
Più lavoro alle meccaniche. Già, perché alla fine del primo trimestre 2016 l’azienda avrà il polso della situazione rispetto ai volumi produttivi dei mesi successivi. E a quel punto di valuterà anche una serie di frasi inserite nell’accordo, in cui si dice che «Piaggio s’impegna a rendere più efficiente il lavoro delle meccaniche». Un modo per promettere che, se ne avrà la possibilità, farà realizzare più motori a Pontedera, rispetto a quelli che vengono costruiti nel Far East. Un dato, quello del ricorso alle lavorazioni estere, già in calo del 14% nel 2014. Ma tutto questo, come precisato dall’azienda, «tenendo conto sempre della competitività». Un’analisi che consentirà di decidere se interrompere o meno
Investimenti confermati. Uno scenario comunque incerto, quindi, sul futuro dell’azienda che ha confermato i 40 milioni d’investimenti per il 2015 e una cifra di entità simile per il 2016. Somme che i sindacati reputano insufficienti per il rilancio. «Sappiamo che gli investimenti non sono ingenti - dice Benedetto Benedetti, segretario provinciale della Uilm Uil - ma, inserendo l’attenzione alle meccaniche nell’accordo siamo convinti di poter ottenere risultati concreti per aumentare i volumi produttivi nei vari reparti, compreso lo stabilimento Motori. Più di così non avremmo potuto ottenere».
Un’altra mobilità volontaria. Importante il capitolo sulle uscite per mobilità volontaria. Per ora, nel 2015, in 57 hanno usufruito dell’incentivo per lasciare la fabbrica, oltre ad altri 30 che sono andati in pensione. Secondo i calcoli sindacali sarebbero 13 gli operai a cui spetterebbe la trasformazione del contratto da part time verticale in full time, il 15% rispetto a quelli usciti, secondo l’accordo tra azienda e sindacati. Nel 2016 sarà riproposta la mobilità, per un massimo di 180 dipendenti, a cui corrisponderà un altro 15% di stabilizzazioni.
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