Italia
Le donne straniere snobbano l’incontro sull’integrazione
CASTELFRANCO. Secondo alcune castelfranchesi che hanno partecipato all’incontro destinato alle donne, nel pomeriggio di mercoledì 14, il processo partecipativo “Tutti al centro” è un vero e proprio...
CASTELFRANCO. Secondo alcune castelfranchesi che hanno partecipato all’incontro destinato alle donne, nel pomeriggio di mercoledì 14, il processo partecipativo “Tutti al centro” è un vero e proprio flop. Lo scopo del progetto è favorire l’integrazione fra stranieri e italiani nel centro storico, ma ha dato vita ad alcune polemiche. A sollevarle sono state due esponenti del gruppo “Riprendiamoci Castelfranco” presenti all’ultimo appuntamento, tutto al femminile.
«Quando ci siamo recate alla riunione ci siamo trovate davanti una decina di ragazzini nord-africani di circa dodici anni che facevano merenda e giocavano con i pennarelli. I responsabili della Simurg (l’azienda che ha il compito di coordinare il progetto e dare vita ad una consulta permanente, nda) hanno chiesto loro dove fossero le mamme. I bimbi hanno risposto che le madri non potevano partecipare all’incontro e di conseguenza avremmo dovuto confrontarci con loro. Il fallimento del processo di integrazione è lampante: c’è una parte di popolazione femminile che, per motivi legati al proprio credo religioso, non è libera di uscire di casa quando vuole», ha raccontato Cinzia Catastini. L’altra esponente del gruppo, Claudia Michelini, si è addirittura rifiutata di interagire con dei bambini e ha subito abbandonato la stanza.
«Un processo partecipativo senza la presenza degli stranieri non serve a niente. Era stato addirittura disposto un servizio baby-sitter per i piccoli. È difficile riuscire ad integrare chi non ha la volontà di farlo, non è questione di razzismo».
Molto diverso è il parere del sindaco: «Si tratta di una posizione politica, espressa da una persona candidata alle elezioni che continua a fare opposizione. Il percorso partecipativo è un processo lungo e complesso, nel corso del quale proveremo a comprendere i problemi legati ad un tipo di integrazione che passi attraverso la legalità e il rispetto delle regole. Non riesco a capire quale sia la proposta alternativa fatta da chi protesta».
Anche l’assessore al centro storico, Giulio Nardinelli, risponde alle accuse: «Le signore italiane non hanno davvero “partecipato”, se ne sono semplicemente andate via perché a loro non piacevano i presenti. In media, ad ogni incontro sono venute circa trenta persone e nelle ultime due riunioni la maggioranza era composta da immigrati».
Elena Battaglia
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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