Meteo
È morto il volontario che aiutava i terremotati
Giorgio Cervigni aveva avuto un incidente mentre andava in Abruzzo nel 2009 Ferito gravemente, non si era mai più ripreso. I funerali oggi alle 15
SAN MINIATO BASSO. Giorgio Cervigni si è spento ieri mattina all'età di 74 anni dopo una lunga agonia. Un'agonia iniziata il 6 giugno del 2009, quando rimase coinvolto in uno scontro avvenuto sull'Autosole, mentre andava a prestare aiuto alle popolazioni de L'Aquila, colpite dal terremoto. Il terribile impatto si verificò nelle prime ore del mattino, tra le uscite di Orvieto e Attigliano. Il veicolo sbandò improvvisamente, terminando contro un autocarro, per cause ad oggi sconosciute. Assieme a Cervigni, nella jeep della Misericordia di San Miniato Basso, c'era anche il giovane Walter Pellis: i due furono estratti dalle lamiere dai vigili del fuoco. Pellis uscì dal coma e ora sta bene, mentre per Giorgio Cervigni il destino ha voluto altro: per oltre sei anni le terapie non sono mai state risolutive. Il volontario fu trasferito nelle strutture specializzate di Perugia e Volterra, ma tutti i tentativi di riportarlo a una vita normale sono stati vani. Era conosciutissimo a San Miniato Basso: lavorava alla scuola guida “Arzilli” e nel tempo libero si dedicava all'associazionismo. La Misericordia era il suo grande amore.
«Assieme al maestro Faraoni – ricorda Luigi Stacchini, figura storica della struttura – fondò il volontariato a San Miniato Basso. Erano gli anni '70 e Giorgio si dava un gran da fare. Difficilmente si tirava indietro di fronte ad una richiesta. Una volta in pensione, aumentò la sua disponibilità verso la Misericordia: era un pilastro della nostra associazione».
La mente, poi, torna indietro col tempo, fino a quel 6 giugno. «La notizia ci sconvolse – aggiunge Stacchini – Giorgio e Walter erano andati a soccorrere i terremotati dell'Abruzzo. Ricordo che anche i nuovi volontari furono molto colpiti dall'accaduto: scrissero una lettera dedicata a loro e pregarono ogni giorno perché i due tornassero al più presto. Per un periodo i volontari lavorarono indossando delle magliette con i loro nomi».
Giorgio Cervigni, oltre che alla Misericordia, dedicava il suo tempo a favore di tante altre associazioni del paese. «Dalla Casa Culturale al circolo Arci – dicono i nipoti – senza dimenticare i donatori di sangue. Non aveva figli: la sua famiglia eravamo noi, con i suoi quattro fratelli. Aveva sempre un sorriso per tutti, difficilmente c'era qualcosa che non gli riuscisse fare. Quando veniva interpellato, rispondeva subito presente».
Come nel caso del terremoto in Abruzzo. «Non era la prima volta che andava a soccorrere persone in difficoltà: in passato era stato in Umbria e pure in occasione del terremoto dell'Aquila partì con grande determinazione».
L'accaduto toccò anche l'allora presidente della Regione, Claudio Martini. «Un incidente – dichiarò – che colpisce tutta la Toscana perché coinvolge due persone impegnate in un autentico e gratuito gesto di generosità».
Cervigni aveva dedicato gran parte del suo tempo in favore del Carnevale dei Bambini di San Miniato Basso. «Lo ricordiamo come un grande lavoratore – dice Pierluigi Lari – oltreché per la persona sempre sincera e cordiale quale era. Il suo impegno immenso, nel settore umanitario e sociale, era sotto gli occhi di tutti: sarà difficile sostituire una figura come la sua».
La salma di Giorgio Cervigni è esposta da ieri pomeriggio nella Cappella del commiato della Misericordia di San Miniato Basso, mentre le esequie si svolgeranno oggi, alle 15, nella Chiesa della Trasfigurazione.
Filippo Latini
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
