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Violenze in famiglia donna finisce all’ospedale
La vittima è stata accompagnata al pronto soccorso dove le hanno riscontrato traumi e contusioni in varie parti del corpo. Le botte dopo l’ennesima lite
PONTEDERA. Aveva segni di percosse su tutto il corpo e quando i medici del pronto soccorso l’hanno visitata non hanno avuto molti dubbi sulle cause di quei traumi che poi sono stati giudicati guaribili con oltre venti giorni di prognosi. E lei, la donna vittima di una storia di violenze che si svolge tutta in un contesto familiare, vincendo l’imbarazzo iniziale ha raccontato di essere stata picchiata dal marito e anche da un altro familiare. Messi di fronte alle pesanti accuse i medici e il personale dell’ospedale non hanno potuto fare altro che informare le forze di polizia.
Dietro l’ennesima storia di maltrattamenti un disagio che si trascina da tempo. Come sempre succede per le vittime di violenze sulla vicenda è scesa la massima riservatezza anche se alla donna è stato chiesto più volte se era intenzionata a denunciare e a chiedere tutte quelle forme di tutela che sono previste per chi subisce maltrattamenti di carattere fisico o psicologico e che sono previste dal protocollo del codice rosa. Della donna non si conosce l’età. E non è stata richiesta l’ambulanza per accompagnarla al pronto soccorso. Lei stessa, stanca della situazione e con il corpo tumefatto dalle percosse che aveva ricevuto, ha chiesto aiuto direttamente al pronto soccorso.
Ora sulla storia saranno effettuate indagini anche sulla base di quella che sarà stata la denuncia presentata dalla donna che, una volta curata, è stata dimessa dall’ospedale e invitata a querelare gli autori del pestaggio anche se suoi diretti familiari. In molti casi le vittime delle violenze non denunciano subito le aggressioni. Spesso cercano di trovare una motivazione, quasi una forma di giustificazione, ai drammi che si ritrovano a vivere. E questo induce, come hanno spiegato più volte le stesse forze di polizia, gli autori delle aggressioni a continuare sulla stessa strada dei soprusi, delle minacce e delle violenze. Invece in questi casi, chiedendo aiuto e presentando una denuncia, si dà la possibilità alle forze di polizia intervenute di chiedere provvedimenti e misure per allontanare chi commette le violenze dal contesto familiare e liberare le vittime dall’incubo.
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