Il presidio
Sentinelle fai da te nei piccoli paesi
Parte il progetto del “Controllo del vicinato” a Orentano
ORENTANO. Quando il paese è piccolo, si sa, la gente mormora. Ai vicini di casa raramente sfuggono nuovi arrivi e movimenti sospetti. Tutto questo, se è vero il vecchio detto popolare, si può applicare anche per aumentare la sicurezza delle piccolo comunità, quelle appunto dove è facile conoscersi e sapere tutto di tutti. E così per fare funzionare il “Controllo del vicinato” non occorrono grandi cose. Il senso civico prima di tutto. Ma questo non manca nella provincia. Dopo una estate di furti, sia a Villa Campanile che a Orentano - qui due pensionati sono stati vittime di una rapina - l’amministrazione comunale di Castelfranco di Sotto ha deciso di dare una spinta in avanti ad un vecchio progetto, varato in accordo con la prefettura e il comando provinciale dell’Arma dei carabinieri di Pisa. L’iniziativa riguarda appunto la sicurezza partecipata. Quella che conta sulla collaborazione tra forze di polizia, in questo caso i carabinieri, e i cittadini. Per parlare di sicurezza “partecipata” Comune e carabinieri questa sera a Orentano incontrano i cittadini. Spiegano il progetto del controllo di vicinato, nella palazzina comunale della frazione ( alle 21). Insieme al luogotenente Emanuele Quaranta, comandante dei carabinieri di Castelfranco, ci sarà il sindaco, Gabriele Toti. «Si tratta del primo incontro – spiega Toti – per fare partire un progetto sperimentale. Orentano, insieme a Casale Marittimo, Luciana e Filettole, è stato scelto per mettere a punto un nuovo modello di vigilanza. I cittadini, pensiamo a un gruppo ristretto che deve essere individuato, daranno il loro contributo dal paese segnalando in tempo reale quello che avviene, movimenti sospetti, auto strane o cittadini mai visti prima. Non sono ronde vere e proprie, ci tengo a precisarlo. Ma chi conosce bene una realtà capisce subito se sta succedendo qualcosa di strano. Potrebbe essere individuata una chat. O scelto un altro modo per comunicare tempestivamente le informazioni ai carabinieri». Il progetto, nella forma che era stata concordata con la prefettura, prevedeva l’installazione di due telecamere nelle strade di accesso al paese della Sagra del bignè. Telecamere che arriveranno in un secondo momento: è l’impegno dell’amministrazione comunale. «Questi modelli di prossimità funzionano nella misura in cui si riesce a stimolare la partecipazione attiva delle persone coinvolte – spiega il colonnello Andrea Brancadoro, comandante provinciale dei carabinieri – sono anche un esempio per accentuare forme di socialità. La segnalazione alle forze di polizia di presenze sospette può aiutare a prevenire o a scoprire gli autori di eventuali reati. E certamente aumenta la percezione di sicurezza dei residenti». A Casale Marittimo il progetto è iniziato lo scorso giugno. Ai cittadini sono stati suggeriti comportamenti semplici ma che possono avere la loro efficacia. Come quello di parcheggiare l'auto e allo stesso tempo dare un'occhiata attenta all'intera strada. Al momento di chiudere le finestre, osservare i giardini circostanti. E infine, soprattutto durante una passeggiata notturna, guardare con attenzione ciò che accade nelle strade del paese. In alcuni paesi della Valdera la catena delle informazioni passa anche attraverso Facebook. L’altro giorno a Treggiaia è stata segnalata ai carabinieri una Ford Fiesta e poi è stata rintracciata ed effettivamente era stata rubata. Alla fine conviene a tutti non voltarsi dall’altra parte. Nessuno può considerarsi immune dal problema dei furti o da altre questioni che hanno a che fare con la sicurezza.
Fabbrica di Peccioli, piccolo centro dell’Alta Valdera, è stata il primo a sperimentare in forma spontanea un modello di “Sicurezza fai da te”. I cittadini hanno aperto una chat su Whatsapp. L’iniziativa era nata dopo alcuni furti avvenuti nel paese con l’obiettivo di segnalarsi reciprocamente la presenza di persone mai viste che possano destare sospetti e rendere più difficile la vita ai ladri. I risultati non sono mancati. Per mesi il paese è rimasto tranquillo.
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