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L’Egola così è un pericolo l’alveo dev’essere ripulito

L’Egola così è un pericolo l’alveo dev’essere ripulito

Le condizioni del torrente sono state al centro di un’assemblea della consulta I cittadini chiedono che entrino in azione al più presto gli escavatori

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PONTE A EGOLA. Ai cittadini di Ponte a Egola la memoria non difetta. Era esattamente un anno fa, in un’affollata assemblea, quando il presidente del Consorzio di bonifica Basso Valdarno, Marco Monaco, annunciò che la ricavatura dell'Egola sarebbe stata possibile grazie alla nuova legge sulla ricollocazione dei fanghi. Legge (nel frattempo varata) che avrebbe evitato i costi di smaltimento in discarica. «Se la cosa andrà in porto - disse Monaco - tornerò con gli escavatori. Questo ve lo garantisco». È così che martedì sera, nella consulta di frazione, i cittadini hanno chiesto conto di quella promessa, ribadendo la necessità di dragare l'alveo al più presto, sostenendo che la «capienza del fiume si è ridotta della metà solo negli ultimi vent'anni».

Il presidente Monaco, tuttavia, ha spiegato che la questione si è arenata per colpa di Arpat «che non ha ancora recepito quella normativa - ha affermato - Il 7 ottobre abbiamo avuto un incontro con Arpat e con gli altri Consorzi di bonifica, in cui è emerso che la legge non è chiara. Noi abbiamo portato una nostra interpretazione, forti anche dell'appoggio di molti sindaci. Credo sia solo questione di tempo». Del resto, la necessità di ridisegnare la morfologia del torrente sembra condivisa anche dal Comune: «Io non sono un tecnico - ha detto Gabbanini - ma credo che i fiumi ogni tanto vadano dragati, e vedo che in altre regioni viene fatto. L'assessore Guazzini, invece, ha ricordato di aver ottenuto un finanziamento per una progettazione in campo idraulico che investirà anche l'alveo dell’Egola. Un fiume sul quale i cittadini sono tornati a puntare il dito, lamentando anche i troppi mesi di mancata manutenzione. «Il ritardo - ha spiegato il direttore del Consorzio Giovanni Bracci - è stato dovuto anche al passaggio di competenze dalle Province ai consorzi». Un problema, tuttavia, particolarmente sentito dai cittadini, che hanno anche chiesto il taglio delle vegetazione dentro l'alveo del fiume, nonché una migliore pulizia all'altezza del ponte della ferrovia «che già adesso - dicono - rischia di trasformarsi in una diga». Durante la consulta, inoltre, sono state consegnate anche le firme raccolte (in tutto 364) a sostegno di un’area giochi per bambini finalmente sicura e decorosa. Richiesta sulla quale l’amministrazione si è mostrata disponibile.

Giacomo Pelfer

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