Il Tirreno

Pontedera

La nuova biblioteca fa acqua, e finisce sui banchi e sui libri

La nuova biblioteca fa acqua, e finisce sui banchi e sui libri

È bastato un breve temporale per allagare la struttura inaugurata un anno e mezzo fa e costata quasi sei milioni

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PONTEDERA. Dagli infissi delle grandi finestre che illuminano le stanze, da sotto le porte d’ingresso, dalle pareti. Il personale in fretta e furia si arma di stracci e spazzoloni. Il lavoro procede a ritmi frenetici mentre fuori continua a piovere e l’acqua continua a filtrare. Qualcuno riprende la scena con il proprio cellulare, altri ripongono libri e quaderni nello zaino e cambiano posto. Meglio non rischiare di vedere le dispense sbiadite. Chi glielo dice poi ai genitori che non è stata colpa della distrazione di non aver tenuto cura dei libri ma di un evidente disagio della biblioteca comunale?

Anche perché mamma e babbo avrebbero una serie di buoni motivi per non crederci. Primo fra tutti i 5 milioni e 600mila euro spesi per la realizzazione della struttura ricavata nei locali dell’ex “officina 1” della Piaggio. Un’opera maestosa, definita dal sindaco Simone Millozzi «Lo scrigno della memoria della città». Era il 12 aprile 2014, giorno dell’inaugurazione della biblioteca intitolata a Giovanni Gronchi, pontederese presidente della Repubblica dal 1955 al 1962. Insieme a Millozzi, a presenziare il taglio del nastro, c’era anche la presidente della Camera dei Deputati Laura Boldrini. No, i genitori non potrebbero mai credere che i libri sono ridotti a carta molle a causa di alcune infiltrazioni nello “scrigno della memoria della città”. Basta, però, che il figlio abbia un telefono con fotocamera per far cambiare idea a mamma e babbo. Perché le immagini non danno scampo a equivoci e quelle scattate ieri mattina nelle aule della Gronchi parlano chiaramente di un edificio colabrodo. Acqua sul pavimento, acqua lungo i muri, acqua che scorre internamente sui vetri delle finestre. Acqua persino ai piedi dei grandi tavoli su cui i giovani della Valdera passano intere giornate a studiare. Ieri a Pontedera, dalle 8 alle 11,30, sono caduti 32 millimetri di pioggia. Una quantità tipicamente autunnale, nulla che possa far gridare alla sempre più inflazionata “bomba d’acqua”. Sono stati sufficienti però per allagare la biblioteca. Come fu sufficiente il temporale del 18 novembre 2014. Anche in quel caso alcuni rigagnoli fecero capolino tra lapis, zaini ed evidenziatori. A questo punto viene da chiedersi se in quei 5 milioni e 600 mila euro sia stato trovato spazio per infissi a prova di acquazzone.

Le foto inviate alla nostra redazione fanno pensare di no. Con l’autunno che galoppa a passo spedito e l’inverno che inizia a intravedersi all’orizzonte c’è da augurarsi che l’amministrazione metta presto mano alla situazione, predisponendo interventi mirati per evitare che la pioggia si presenti puntualmente nelle vesti di ospite indesiderato. «La scelta di Pontedera di investire nella cultura e nell’educazione e di farlo riconvertendo spazi industriali è da prendere a modello. È importante che anche in quest’epoca digitale e veloce si dia il giusto valore ai luoghi di incontro e aggregazione » disse la presidente Laura Boldrini sotto un tiepido sole primaverile il giorno dell’inaugurazione.

Chissà come reagirebbe la terza carica dello Stato se vedesse le foto scattate ieri nella biblioteca, costellata da strofinacci, scope e secchi per contenere l’acqua.

Tommaso Silvi

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