Il Tirreno

Pontedera

CELLULARE SPARITO AL PRONTO SOCCORSO

«Telefono in uso solo al marito»

Parla il legale della moglie dell’infermiere condannato per peculato

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PONTEDERA. L'avvocato Catia Dragoni, in nome e per conto della moglie di Alessandro Bocini, scrive: «A pagina 3 della cronaca di Pontedera è apparso un articolo "Peculato, infermiere condannato a due anni": nell'ultimo capoverso si afferma che... "gli investigatori... ottenuta l'autorizzazione a seguire il cellulare sparito (attraverso il codice Imei ndr), scoprirono che l'apparecchio era intestato ad una donna di Fornacette, ma veniva utilizzato dal marito. Era Alessandro Bocini, infermiere in servizio al pronto soccorso”. La mia cliente non ha mai avuto intestato a suo nome il cellulare. All'udienza del 3 marzo 2014, dalla testimonianza resa dal vice questore del commissariato di Pontedera, Luigi Fezza, risulta che sia il cellulare che la scheda Sim erano intestati al Bocini Alessandro e non alla mia cliente, moglie del Bocini. La mia assistita infatti si sente lesa dalla circostanza perché, anche se non viene citata espressamente con nome e cognome, è facilmente riconoscibile e poiché anche lei lavora presso l'ospedale di Pontedera, vuole evitare che il suo nome venga utilizzato a sproposito e per un motivo non corrispondente alla realtà dei fatti».

Gentile avvocato, nell'udienza del 3 marzo 2014 chiamato a testimoniare al processo, il vice questore, Luigi Fezza, dirigente del commissariato di Pontedera, affermò in aula che «nel telefono era stata inserita una scheda di proprietà di una donna, ma dalle intercettazioni abbiamo visto che chi lo utilizzava era un uomo. Era Alessandro Bocini, infermiere in servizio al pronto soccorso». (p.b.)

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