Il presidio
S. Chiara: la rinascita passa dai corsi di formazione
Arcieri, nuovo presidente dell’Asp: «La residenza per anziani resta centrale ma attiveremo servizi per bambini e adulti». Sui conti pesano 2 milioni di debiti
VOLTERRA. Un Santa Chiara che superi l’immagine di azienda legata quasi esclusivamente alla casa di riposo per anziani. È questa l’idea che guiderà i prossimi anni dell’Azienda di servizi alla persona (Asp) dopo il rinnovo del consiglio d’amministrazione e la nomina di Davide Arcieri come presidente dello stesso cda. E a descrivere il nuovo corso è lo stesso Arcieri: «Penso ai corsi di formazione che, recentemente abbiamo organizzato e che potranno darci sia visibilità che ritorno economico, senza dimenticare anche l’attenzione non solo per gli anziani, ma anche ai bambini, come i campi solari realizzati in estate».
Servizi alla persona a tutto tondo, quindi, che ruotano, però, attorno all’attività di ospitalità residenziale con i 74 posti letto da riempire ogni giorno, «altrimenti rappresentano solo costi per noi», aggiunge il presidente. Già, i costi e quindi il bilancio che da un paio d’anni a questa parte è diventato più sostenibile. Ma sul quale grava, comunque, un pregresso difficile da smaltire. Si parla di quasi due milioni di euro a cui trovare rimedio, costituiti da un debito di 900mila euro con la cooperativa Idealcoop, di cui Santa Chiara utilizza tra i trenta e i trentatre dipendenti (oltre ad altri trenta assunti direttamente dall’Asp) e di altrettanti 900mila di un mutuo contratto con la Cassa di risparmio di Volterra. «Quello con l’istituto di credito volterrano è stato trasformato da debito a mutuo, in modo che fosse più gestibile - riprende Arcieri - e con la cooperativa ci stiamo confrontando per ridurre ulteriormente lo stesso debito mese dopo mese».
Il sistema per ridurre il fardello del passato, però, passa ancora una volta dall’aiuto dell’Asl, che appena due anni fa ha tagliato 13 posti letto in convenzione. «Quello fu un duro colpo da assorbire che abbiamo compensato, in parte, con l’arrivo di ospiti privati nella struttura residenziale - dice ancora il presidente - Ma credo che Santa Chiara possa giocare un ruolo importante nel riassetto della sanità regionale, perché possiamo mettere a disposizione la nostra struttura per le cure intermedie. Che fra l’altro già facciamo. Se ci tenessero in considerazione potremmo essere utili e ottenere anche un beneficio economico».
Davide Arcieri è stato nominato nel primo cda del nuovo corso, a cui erano presenti il sindaco Marco Buselli e l’assessore al sociale, Francesca Tanzini, «anche se preferisco definire questa fase una prosecuzione del ciclo portato avanti dall’ex presidente, Renato Bacci, che ha dato una scossa importante alla gestione dell’azienda», dice lo stesso Arcieri che è, tra l’altro, l’unico “superstite” del vecchio consiglio d’amministrazione. Diego Bellacchini è stato nominato vicepresidente, mentre completa l’organico Giulia Moretti.
Andreas Quirici
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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