Il presidio
Il cimitero “firmato” Bellincioni è ormai in stato d’abbandono
Capannoli: il manifesto dell’incuria è la croce cadente collocata sul tetto della piccola chiesa interna Ma ogni angolo del camposanto progettato dal grande architetto pontederese è in pessimo stato
CAPANNOLI. Gli appassionati di architettura lo considerano un vero e proprio gioiellino. La forma circolare della struttura è una caratteristica tipica dei cimiteri dell’Ottocento. All’epoca i camposanti venivano costruiti seguendo una logica precisa: due recinti circolari concentrici, a individuare altrettante aree. La più “povera” verso l’esterno e una seconda, più importante, al centro. La firma è quella di Luigi Bellincioni, architetto rinascimentale nato a Pontedera nel 1842.
Chissà come commenterebbe lo stato attuale della sua “creatura”: il cimitero comunale di Capannoli. Sicuramente varcando lo soglia d’ingresso noterebbe anche lui, è praticamente impossibile non vederlo, che la croce posizionata sul tetto della piccola chiesa al centro della struttura ha i giorni contati. Se ne sta lì, evidentemente storta, quasi a fare da manifesto dell’incuria. Che regna sovrana in ogni angolo della parte storica del camposanto di Capannoli, ampliato tempo fa con un altro spazio destinato alla sepoltura dei defunti. Il pavimento in alcuni punti è totalmente ricoperto da escrementi di uccelli, visibili anche su alcune lapidi poste sotto il loggiato. Lì dove i piccioni hanno trovato un luogo dove passare le giornate indisturbati. Il giro prosegue e con lui anche la carrellata di brutture. L’intonaco si stacca dalle pareti cadendo a terra: un pericolo per i molti anziani che frequentano quotidianamente il cimitero della Ss Annunziata. Anche gli affreschi sul soffitto della chiesetta centrale presentano buchi qua e la. A terra si vedono i detriti.
“Cartoline” che parlano di negligenza, tanto pronunciata da condurre velocemente verso il macabro. Nella stanza presumibilmente utilizzata come ossario, completamente vuota, l’immagine è degna dei migliori film del terrore. Due finestre illuminano la stanza. O almeno dovrebbero, dato che i vetri sono letteralmente aggrediti da piante rampicanti mai tagliate. La luce non filtra, le persiane non si possono aprire. Quindi un buco sul pavimento, che scopre una grata di ferro a protezione di un locale sotterraneo. Nonostante le condizioni siano tutt'altro che decorose , al momento non occorrerebbero interventi esageratamente dispendiosi da parte dell’amministrazione comunale guidata dal sindaco Arianna Cecchini per riportare la situazione alla normalità. La potatura degli arbusti e il ripristino degli intonaci sarebbero già un toccasana per l’unico cimitero di Capannoli. Prima che i danni della mancata manutenzione diventino ancora più gravi e il capolavoro di Luigi Bellincioni si trasformi nella casa del degrado.
Tommaso Silvi
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