Il Tirreno

Pontedera

Gli autobus sono strapieni e gli studenti restano a terra

Gli autobus sono strapieni e gli studenti restano a terra

Protestano i genitori dei ragazzi di Casteldelbosco che frequentano le scuole di Pontedera Dopo il caso denunciato giorni fa a Ponsacco arrivano nuove lamentele per i disservizi della Ctt

2 MINUTI DI LETTURA





MONTOPOLI. L’odissea è comune, in Valdera come nel Valdarno. Raggiungere ogni mattina, con l’autobus, il villaggio scolastico di Pontedera, può diventare una vera e propria impresa condita dal brivido dell’incertezza. Perché niente è certo quando gli autobus straripano di ragazzi. E il rischio di restare a piedi finisce per essere una costante.

Dopo le proteste sollevate la scorsa settimana dai genitori di Ponsacco contro il servizio della Ctt Nord (la Compagnia toscana trasporti), ad alzare la voce sono adesso le famiglie di Casteldelbosco, nell’ultima delle frazioni di Montopoli che precede Pontedera, dove i genitori lamentano gli stessi identici disagi dei “colleghi” ponsacchini. Per ben tre volte in sette giorni un gruppetto di studenti è rimasto a terra: è successo martedì e venerdì della scorsa settimana ma anche nella mattinata di ieri. E ogni volta il copione è lo stesso. A raccontarlo è Roberto Salvadori, di Casteldelbosco, padre di uno studente al primo anno di liceo scientifico: «Sono due - spiega - i pullman che arrivano alle fermate di Casteldelbosco proseguendo poi verso le scuole di Pontedera: il primo alle 7,13 e il secondo alle 7,25». Il primo autobus, con partenza dall’Angelica e attivo solo nei giorni di apertura delle scuole, arriva in paese già strapieno; i ragazzi si spingono e si spintonano nella speranza di conquistare l’ingresso e accaparrarsi un posto in piedi. Ma spesso non basta: quando il bus è pieno, chi è rimasto infondo alla fila deve rassegnarsi. È così che diverse mattine un gruppetto di ragazzi resta sul marciapiede in attesa del secondo pullman, in arrivo da San Miniato. Peccato che il secondo autobus sia altrettanto strapieno, tanto che gli autisti preferiscono spesso tirare dritto senza fermarsi. «Alla fine noi genitori stiamo tutti in allerta - dice Salvadori - perché non sappiamo se i nostri figli stanno andando a scuola e se dobbiamo organizzarci per portali con la macchina». Il tutto a dispetto degli abbonamenti e della sicurezza dei ragazzi, quasi tutti minorenni. «

Sono due gli aspetti che danno fastidio - riprende il genitore - Prima di tutto il fatto dell’abbonamento, perché questo è un servizio prepagato e quindi si dovrebbe averne diritto. Il secondo aspetto è che questi ragazzi sono tutti minorenni. Li facciamo uscire di casa convinti che alle 7,13 siano a bordo di un pullman, invece alle 7 e mezzo te li ritrovi a piedi su un marciapiede. Mi domando se tutto questo sia legale». Domande che i genitori di Casteldelbosco hanno inserito anche in una lettera inviata la scorsa settimana negli uffici della compagnia.

Giacomo Pelfer

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Meteo

Maltempo in Toscana, scatta l’allerta gialla: temporali forti, vento e grandine – Ecco dove

di Redazione web