Il presidio
Città del teatro, il bilancio è ok
Dopo i tagli e le tante polemiche il presidente del Cda spiega in commissione le scelte fatte
CASCINA. «La commissione consiliare che è stata dedicata al teatro ci ha permesso di mettere alcuni punti fermi che riguardano la gestione». Il presidente della Città del teatro. Michelangelo Betti, interviene sul teatro dopo l’incontro che si è svolto in Comune. «I lavori sono stati divisi in due parti. Inizialmente ho presentato il bilancio 2014, il piano di revisione e le prospettive insieme al direttore amministrativo e alla ditettrice artistica. Il bilancio 2014 si è chiuso con un sostanziale pareggio (+194 euro), non con migliaia di euro di utile come sostengono i Cobas». Si tratta comunque del primo bilancio in pareggio dal 2001. «La revisione della spesa è in via di attuazione, ma il tempo speso nel confronto l'ha rallentata e ha quindi creato un appesantimento dei conti per il 2015. Stiamo cercando di arrivare al pareggio, ma i primi otto mesi registrano una perdita. Il dato molto positivo è quello dell'attività: in otto mesi il bilancio (parziale) è arrivato a un milione di euro, il 35% delle entrate deriva dalle attività teatrali tra biglietti, corsi di formazione, affitti».
Una volta presentati i dati, il confronto con i consiglieri, con cui sono stati approfonditi alcuni aspetti relativamente al bilancio e alla possibile necessità di revisione dello statuto, secondo il presidente, è stato costruttivo. Vista la folta presenza in sala, è stato dato spazio agli interventi di lavoratori e sindacati. I lavoratori, dopo mesi di polemiche, si sono presentati divisi in due blocchi. Una parte continua a non condividere la gestione del teatro e alle scelte di revisione della spesa, una parte le condivide e le sostiene. «I sindacati hanno chiesto di riaprire il confronto e io ho detto che siamo ben disponibili, ma che il confronto sulla revisione della spesa è chiuso e il piano non può essere messo di nuovo in discussione. Si deve voltare pagine e scrivere insieme una pagina nuova», aggiunge Betti. Tre ore piene di discussione. «Alcuni lavoratori contro hanno di nuovo sfiduciato il cda e mi hanno definito inadeguato. Ho risposto che i numeri parlano da soli e che da mesi subisco (non solo io) attacchi anche personali. Tuttavia non sono mai sceso al livello di calunnia che ho visto usare nei confronti miei e della dirigenza del teatro e che per un confronto costruttivo si dovrebbe riconoscere l'interlocutore e non puntare alla sua demolizione». In ogni caso, visto che a primavera si elegge il sindaco, anche le cariche degli amministratori sono in scadenza. Difficile pensare a scenari di dimissioni.©RIPRODUZIONE RISERVATA
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