Il Tirreno

Pontedera

«Indotto Piaggio legato al piano della costa toscana»

È l’accordo di programma a cui stanno lavorando i sindacati «Deve essere inclusa l’intera provincia, Valdicecina compresa»

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PONTEDERA. Un accordo della metalmeccanica in provincia di Pisa da legare al piano per la costa tirrenica. È questa l’idea a cui stanno lavorando i sindacati per provare a dare un nuovo impulso al settore.

Tutto è cominciato con la proposta di una raccolta di firme da parte di Uilm Uil e Fiom Cgil da portare poi alle istituzioni. Un sistema per sensibilizzare Comuni, Provincia e Regione a rendersi partecipi di un progetto complessivo in grado di coinvolgere le aziende della provincia, da sempre legate a Piaggio. Poi, però, è arrivata la proposta di lavorare a un accordo di programma che potesse essere inserito nel piano per la costa tirrenica, da cui attrarre investimenti e strategie per uno sviluppo in grado di garantire livelli produttivi e occupazionali. Ed a questo che Fim Cisl e le altre sigle sindacali stanno lavorando in queste settimane.

«Difficile avere una ricetta per il settore metalmeccanico - dice Samuele Nacci, della Uilm Uil - ma è chiaro che, con la Piaggio sempre meno presente sul territorio della provincia, serva una scossa energica per rivalutare il sistema imprenditoriale locale. Credo che la fabbrica della Vespa possa e debba continuare a svolgere un ruolo centrale nella distribuzione di ordinativi per le aziende dell’indotto. Diversamente, sarà un grosso problema per il futuro. Ma anche dalle istituzioni deve arrivare un impulso decisivo per rilanciare un comparto che rappresenta ancora il cuore economico della provincia di Pisa».

Il piano è abbastanza chiaro: creare un piano che unisca tutte le aziende del settore, Valdicecina compresa. «Se Pisa è legata alla costa tirrenica, in base a quello che sta dicendo la Regione - spiega Claudio Garzotto, segretario provinciale della Fim Cisl - allora il piano per la costa deve includere le aziende metalmeccaniche della provincia pisana. Indotto Piaggio, ma anche le imprese della Valdicecina, dove c’è bisogno di far arrivare finanziamenti e far aumentare i livelli occupazionali che si stanno sempre più impoverendo. Penso al recente caso della Smith Bits che fa parte del comparto metalmeccanico e il cui organico è stato ridotto da 193 dipendenti a 78. Una zona in cui i problemi economici e del lavoro sono molti e di non facile soluzione. Ma che otterrebbe un input notevole».

Insomma, il progetto sembra delineato e dovrebbe ruotare attorno a una sorta di “cabina di regia” istituzionale. «In provincia di Pisa abbiamo eccellenze nella produzione metalmeccanica - dice ancora Garzotto - sia dal punto di vista imprenditoriale che sotto il profilo della manodopera. Ancora una volta mi vengono in mente i ragazzi estromessi dal ciclo produttivo della Smith che sarebbero in grado di ribaltare un’azienda. Se arrivassero finanziamenti e questi soldi fossero indirizzati verso la ricerca di commesse e, di conseguenza, di lavoro e occupazione».

Un tema caldo e aperto alla discussione tra rappresentanti dei lavoratori e istituzioni. In un momento comunque importante, visto lo stop produttivo in molte aziende dell’indotto. E in cui i sindacati oggi s’incontreranno con Piaggio per discutere del rinnovo degli ammortizzatori sociali e dei volumi produttivi per i prossimi mesi.

Andreas Quirici

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