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Il consiglio comunale

Sanità, a Montopoli il Pd vuole la costa

di Giacomo Pelfer
Sanità, a Montopoli il Pd vuole la costa

Rimandata in aula la discussione sull’ammissibilità del referendum

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MONTOPOLI. Per decidere se trattare o meno l'argomento se n'è andata più di un'ora di discussione. Un gioco di strategie tra i banchi del consiglio comunale di venerdì, al termine del quale la maggioranza ha votato per rinviare alla prossima seduta il dibattito sull'ammissibilità o meno del referendum per la scelta della collocazione sanitaria di Montopoli. Un referendum sollecitato dalle oltre 1000 firme di montopolesi che hanno risposto alla petizione del comitato “Una sanità per i cittadini”.

Pareri opposti. In ballo, tuttavia, ci sono due pareri contrapposti: da un lato quello richiesto dal sindaco Giovanni Capecchi all'avvocato Nicola Pignatelli, nel quale si sottolinea l'inammissibilità della consultazione ritenendo la sanità un tema al di fuori delle competenze comunali, dall'altro il parere tecnico-legale presentato a sorpresa, venerdì sera, dal gruppo consiliare di Progetto Insieme (e firmato dall'avvocato Luca Scarselli) dove al contrario si sostiene la piena ammissibilità del referendum. Due posizioni opposte che hanno spinto la maggioranza a chiedere e votare il rinvio della discussione, «in modo da prendere visione della nuova documentazione», ha detto la capogruppo Chiara Cristiani.

La maggioranza “costiera”. A prescindere dal referendum, tuttavia, la stessa Cristiani ha voluto ribadire la posizione del gruppo in merito alla scelta della futura Asl di appartenenza: «È evidente che il nostro comune sia legato all'area pisana – ha detto la capogruppo – Ci teniamo a precisarlo, per ribadire che la preferenza per l'area costiera rappresenta per noi un punto imprescindibile». «La propensione della maggioranza è sempre stata questa – ha detto Capecchi – ma ciò non vuol dire che il referendum sia ammissibile, perché la sanità è comunque materia di competenza regionale».

Le contromosse. «Finalmente qualcosa si sta muovendo anche nel Pd – commentano all'indomani del consiglio i consiglieri di Progetto Insieme Damiano Carli e Maria Vanni - Ma non basta: abbiano il coraggio di presentare una mozione che impegni la giunta in questo senso». «A parole dicono tutti di voler andare con Pisa – aggiunge il consigliere Giacomo Gronchi – ma per salvare l'Unione dei Comuni tengono incatenato il parere dei cittadini». Secondo Progetto Insieme, infatti, non esisterebbero appigli per opporsi all'ipotesi referendum: «La presentazione del nostro parere ha rovinato i piani della maggioranza, che era sicura di votare l'inammissibilità – dice Carli – Tuttavia, il fatto stesso che i sindaci abbiamo incontrato l'assessore Saccardi, pochi giorni fa, proprio per trattare la questione, dimostra che il Comune ha tutta la competenza per esprimersi sull'argomento. Non solo: nel 2009 il Comune di Montopoli firmò in Regione il protocollo della legge sulla partecipazione che permetterebbe di chiedere finanziamenti a fondo perduto. Pertanto il referendum non solo è ammissibile, ma si può fare anche a costo zero».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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