Il presidio
Massoneria, oltre 200 iscritti ufficiali
Parla il Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia: «L’ex direttore della Bcc di Cascina è stato apprendista dal 1989 al 1991»
PISA. «Il potere che la massoneria del Grande Oriente d’Italia esercita ovunque non è il potere inteso nell’occupazione di posti. Non possiamo, però, impedire ai fratelli, singolarmente, di partecipare e impegnarsi nella politica, nell’economia e nel volontario».
Stefano Bisi, 58 anni, giornalista, senese, Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia dal 2014, racconta la massoneria vista dall’interno. Un’associazione riservata, ma non segreta, che compare nell’inchiesta della Direzione distrettuale antimafia. Vincenzo Littara, 73 anni, ex direttore generale della Banca di Cascina, ne faceva parte, stando alle carte acquisite dai carabinieri.
Le risulta che Littara fosse un massone?
«Da quanto ho potuto ricostruire ha fatto parte del Goi dal 1989 al 1991 come apprendista nella loggia Hiram».
Perché è uscito?
«È stato messo in sonno».
Il motivo?
«Non sono sicuro, ma credo per assenteismo».
Però qualcuno lo riteneva ancora nella massoneria.
«Se aveva un incarico nel mondo bancario i contatti erano nell’ambiente pisano. Poi se era un iscritto al Goi il fatto è secondario».
Quanto conta oggi la massoneria a Pisa?
«Nulla in quanto massoneria. Se poi ci sono degli uomini impegnati nel mondo per fare del bene alla loro città, allora ben vengano».
Pisa è una piazza importante nello scacchiere nazionale e toscano?
«Posso rispondere per il Goi e non per altri. Sì, Pisa è una città importante».
Quanti iscritti avete?
«Un po’ più di cento».
Solo?
«Come Goi sì».
Ci siete solo voi?
«No, c’è anche l’obbedienza di Piazza del Gesù. Un Gran maestro è stato un grande pisano, Franco Franchi, docente universitario. Come numero credo siano poco più di noi».
E quante logge ci sono del Goi?
«Sono cinque: Giustizia e Libertà, Hiram, Darwin, Franklin, Enrico Fermi. L’elenco è sul nostro sito nazionale. Come vede siamo più trasparenti di tanti. Hiram è recente di costituzione e non è quella a cui apparteneva l’ex dirigente bancario».
Chi si iscrive alla massoneria a Pisa?
«Impiegati, operai, professionisti, avvocati, docenti, bancari».
Conta ancora la massoneria per fare carriera? Pensiamo a università, banche e ambiente ospedaliero?
«Non mi sembra. Il bello della loggia è che all’interno ci sono persone di ogni ceto sociale, religione, appartenenza politica che di solito non è molto significativa. E ci sono molti giovani. In Italia il Goi ha 22.700 iscritti, di cui 3.100 in Toscana. I giovani che bussano alle porte del tempio per entrare nella libera muratoria lo fanno perché nelle logge ci si può confrontare senza sopraffare gli altri. Non chiedo ai fratelli se incidono o no nelle loro professioni. Ognuno dedica la sua vita e il suo tempo a cose positive. Molti non lo dicono, ma fanno tanta solidarietà».
Pietro Barghigiani
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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