Il presidio
«Fatto incompatibile gli aiuti della mafia a un gruppo in crisi»
PISA. «Ci sembra incompatibile un gruppo in crisi economica con il fatto che sia aiutato dalla mafia». L’avvocato Giulia Padovani assiste con il collega Andrea Bottone, l’imprenditore Andrea...
PISA. «Ci sembra incompatibile un gruppo in crisi economica con il fatto che sia aiutato dalla mafia».
L’avvocato Giulia Padovani assiste con il collega Andrea Bottone, l’imprenditore Andrea Bulgarella e altri indagati nell’inchiesta della Dda di Firenze su un presunto favoreggiamento mafioso al superboss Matteo Messina Denaro oltre a una serie di reati, legati dall’associazione a delinquere, che vanno dalla truffa all’appropriazione indebita.
Il legale comunica di aver presentato ieri mattina al Tribunale del Riesame il ricorso contro il sequestro della documentazione avvenuto giovedì.
Un primo riscontro è previsto nei prossimi 10-15 giorni per capire l’eventuale portata delle accuse della Dda che, nella sintesi di 40 pagine del decreto di perquisizione, sembra anticipare qualcosa di più solido da svelare in divenire.
«Non solo la storia di Bulgarella è opposta a quella raffigurata dagli investigatori – prosegue l’avvocato Padovani –. È sempre stato contro la mafia. Vogliamo anche sottolineare, senza per questo voler anticipare difese che faremo davanti ai magistrati i rapporti di Bulgarella con le banche. A nostro avviso si tratta di una dialettica assolutamente normale tra un istituto di credito che chiede il rientro e un imprenditore impegnato a ristrutturare la sua posizione debitoria». Il legale fa sapere che il costruttore, la cui rappresentazione da parte della Dda è quella di un favorito di Unicredit a cui deve 60 milioni di euro, in realtà è in causa con la banca milanese.(p.b.)
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