Il Tirreno

Pontedera

il caso

In beneficenza il vestito rubato dal promesso sposo

Sabrina Chiellini
L'abito da cerimonia recuperato dai carabinieri
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L'abito da cerimonia recuperato dai carabinieri

L’uomo aveva indossato l’abito e si era allontanato dal negozio di S. Miniato Basso. I carabinieri lo hanno identificato e denunciato, nel frattempo è convolato a nozze

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SAN MINIATO. Il promesso sposo che aveva rubato l’abito da “Magnani sposa” a San Miniato per andarsi a unire in matrimonio in Marocco ha assolto il suo compito ed è poi ritornato tranquillamente a Santa Croce sull’Arno, dove abita la sua famiglia. E qui è stato rintracciato dai carabinieri che lo hanno denunciato e, nel corso della perquisizione domiciliare, sono riusciti pure a recuperare l’abito che il giovane - ha poco più di 20 anni e lavora nel Comprensorio - ha riportato in Italia.

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Anzi, visto che l’abito è bello e nuovo, stando a quanto è stato riferito dai carabinieri della compagnia di San Miniato, il giovane aveva diviso alcuni accessori con il fratello. Al momento il vestito è sempre sotto sequestro, ma quando sarà restituito all’atelier “Magnani” i proprietari lo daranno in beneficenza.

«Non possiamo fare diversamente... Ormai in vetrina non può tornare e così abbiamo pensato di destinarlo a una buona causa», dice il proprietario del negozio che ha molti clienti in tutta la provincia e non solo.

Come si ricorderà, l’autore del furto era entrato nel negozio con una scusa abbastanza banale, visto che si tratta di una boutique che vende abiti da sposa e per cerimonie. «Vorrei provare un completo per il mio matrimonio». Era cominciato così il siparietto, con il ladro che fingeva di essere un normale cliente da “Magnani sposa”. Il finto cliente aveva raccontato la storia delle sue nozze, previste per il 15 agosto in Marocco, stando alle parole del ladro. Che alla fine si sono rivelate vere.

Il titolare, nel timore di essere pure accusato di non essere accogliente perché il cliente era straniero, lo aveva assecondato. Ma tanta gentilezza non era stata contraccambiata. Al momento di pagare l’autore del furto si era dileguato. Ma era stato ripreso dalle telecamere. E anche la targa dell’auto, con cui era fuggito insieme ad un altro giovane che lo stava aspettando, era in parte stata memorizzata dal titolare del negozio.

I carabinieri in queste settimane hanno cercato riscontri rispetto a quanto era emerso sia dalle telecamere che dalle testimonianze. E li hanno trovati, così da ottenere un decreto di perquisizione nella casa dove il giovane abita insieme alla madre e a un fratello. Una volta che è stato recuperato l’abito, non è stato difficile per i militari farsi raccontare il contesto in cui era avvenuto il furto.

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