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Peccioli, si parla spagnolo con Prades Reverte primo
L’iberico s’impone di forza alla 63ª edizione della Coppa Sabatini. Una lunga fuga a tre ha caratterizzato la gara dove Colbrelli voleva fare il bis
PECCIOLI. Alla Coppa Sabatini se habla español. Sì perché la 63ª edizione è stata vinta da Prades Reverte che di nome fa Eduard ed è nato il 9 agosto 1987 a Tarragona. Corre per la spagnola Caja Rural-Seguros Rga. Nella stagione che sta per chiudere i battenti ava vinto la tappa numero 8 al Giro del Portogallo e si era classificato10° al Memorial Marco Pantani.
Nell’albo d’oro della corsa di Peccioli mancava il nome di un spagnolo dopo tanti stranieri che in 63 anni di vita si sono imposti, l’ultimo il colombiano Duarte Arevalo nell’edizione del 2012.
C’è sempre una prima volta, si dice e quest’anno con una corsa particolarmente multietnica ci stava che tagliasse la fettuccia dell’arrivo in viale Mazzini uno che italiano non era. Ci ha provato in tutti i modi il vincitore dell’anno scorso, Sonny Colbrelli a entrare a suo modo nella storia concedendo il bis consecutivo, cosa riuscita solo a Primo Volpi (con quel nome che doveva fare...) nelle prime due edizioni nel ’52 e ’53 e più recentemente a Giovanni Visconti (2006 e 2007). Il gardesano della Bardiani Csf ci ha provato in tutti i modi e anche prima del via ufficioso da Fabbrica alle 11 aveva candidamente confessato che «sì, corro per fare il bis; voglio vincere e lo vedrai...».
Ha fatto lavorare sodo la sua squadra per andare ad assorbire la lunga fuga di quei tre che pronti-via da piazza del Carmine sono scappati e menavano come dannati. Van Overberghe, Cam e Zilioli già al primo giro avevano 4’50” sul gruppo al passaggio del primo giro che saliva fino a toccare i 6’41” al terzo passaggio e che a 36 km dal traguardo si dovevano arrendere.
A quel punto era bagarre in gruppo con i fidati di Colbrelli sempre in testa. Ci aveva provato anche CCC Spandi a far emergere l’eterno Davide Rebellin per la quarta vittoria stagionale. Ma niente da fare: Barbin e Zardini stavano guardinghi per il capitano.
Poi, si sa, la Coppa Sabatini si decide negli ultimi 400 metri della salita finale. Usciva prima il belga Bakelants poi Finetto. Ma l’accelerata finale dello spagnolo metteva tutti in fila... Compreso Finetto (già secondo nel 2014) e l’olandese Lammertink che per decidere l’ordine è stato necessario consultare e riconsultare il fotofinish a favore dell’italiano.
La giornata calda dell'8 ottobre ha stancato ancora di più i 106 partenti.
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