Il presidio
La rotatoria dei misteri e la selezione fantasma
Ad aprile il vicesindaco Pirri aveva annunciato un bando per abbellire l’area alle porte della città: ma da allora non se ne sa più nulla
PONTEDERA. Da futuro simbolo della città a luogo fantasma. Una porzione di verde incastonata nell’asfalto, alle porte di Pontedera, che stuzzica la fantasia dell’amministrazione da anni, ma che, puntualmente, finisce per far finire in un buco nero ogni progetto finalizzato a decorarla. Dal 2009 a oggi: sculture realizzate e mai utilizzate, bandi scomparsi nel nulla e una marea di belle parole pronunciate da sindaci e assessori.
La protagonista è sempre lei: la rotatoria della zona industriale La Bianca, vicino al punto vendita Brico. La stessa che il 30 aprile scorso era stata presentata dal vicesindaco Angela Pirri come «futuro simbolo di Pontedera. Da abbellire con un’opera che raccolga le eccellenze del territorio: la Vespa Piaggio e i robot del Polo Sant’Anna». L’installazione avrebbe dovuto essere scelta attraverso un bando pubblico. «Nel giro di due settimane - dichiarava Pirri il 30 aprile - lo inseriremo nell’apposita sezione del sito internet del Comune e avrà durata di sei mesi». In questi giorni quindi, stando alle parole dell’assessore, dovrebbe essere reso noto il nome dell’autore del progetto vincitore. Condizionale più che mai obbligatorio, visto che il bando non esiste. Basta connettersi al sito del Comune di Pontedera per accorgersene. Né nella sezione “bandi attivi” né in quella “bandi scaduti”. Il concorso per la rotonda della Bianca è introvabile. « Il bando non è ancora stato pubblicato - spiega Pirri - Lo faremo entro dicembre, i tecnici devono definire alcuni dettagli. I mille euro di premio per il vincitore sono stati comunque stanziati dal Comune». E pensare che una gara identica era stata indetta a fine 2014, in occasione del 25esimo compleanno del Sant’Anna. Nulla di fatto neppure in quell’occasione. «I concorrenti firmarono i bozzetti - racconta il vicesindaco - annullando la partecipazione, che deve essere anonima. Nome e cognome devono essere consegnati a parte». Misteri su misteri che girano attorno alla “rotonda intoccabile”.
Senza dimenticare l’inizio della catena delle stranezze: i fratelli, ingegneri, Riccardo e Enrico Dini, che nel 2009 ricevettero l’ok dall’allora sindaco Paolo Marconcini e costruirono “Radiolaria”, opera alta otto metri, costata ai due fratelli 100mila euro, che avrebbe dovuto abbellire una delle rotonde cittadine. Doveva essere quella vicino a Brico, ma nonostante il sopralluogo dell’architetto del Comune Roberto Fantozzi, avvenuto nel 2011 nel capannone dei Dini a Ospedaletto, per vedere da vicino la scultura, “Radiolaria” è rimasta chiusa fra quattro mura.
Tommaso Silvi
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