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Nonno Zelindo torna a casa: un suo busto alla “Savini”

di Cristiano Marcacci
Nonno Zelindo torna a casa: un suo busto alla “Savini”

Omaggio in bronzo al cavatore dei record e al fondatore dell’azienda leader nella commercializzazione dei tartufi. Sarà integrato nel museo

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PALAIA. Rieccolo, nonno Zelindo. È rientrato da grande protagonista nella sua azienda, quella che ha fondato e da cui ha insegnato a mezza Italia a cercare il tartufo e a valorizzarlo in cucina. Da ieri anche lui fa parte del “Savini Museum”, all’interno della “Savini Tartufi” a Forcoli di Palaia, impresa leader a livello mondiale nella commercializzazione dei “principi del bosco”.

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Il busto che lo raffigura è il pezzo forte del restyling dell’esposizione, a pochi metri dalla Vespa Piaggio che utilizzava lo stesso Zelindo agli inizi della sua carriera di tartufaio e che rappresenta un altro importante simbolo della storia della famiglia e del suo rapporto con gli eccelsi prodotti della terra. L’opera è in materiale bronzeo ed è stata realizzata dallo scultore Nico De Matteis, artista diplomato all’Accademia di Belle Arti di Firenze. La fusione del busto è avvenuta alla fonderia “Ciglia e Carrai” di Firenze, che collabora da sempre con artisti italiani e stranieri nonché con prestigiosi musei e istituzioni.

I primi a rimanere stupiti dal fine lavoro di De Matteis sono rimasti gli stessi familiari di Zelindo, a partire dal nipote Cristiano, colui al quale il nonno ha trasmesso i “segreti” del mestiere e, soprattutto, l’arte di saper allevare un eccezionale cane da tartufo com’è Giotto, l’inseparabile amico a quattro zampe e dal fiuto super di Cristiano.

La voce si è sparsa in un batter d’occhio nel comune di Palaia e tanti, tra i tartufai della zona, in particolare quelli più anziani, si sono subito recati alla “Savini” per vedere coi loro occhi Zelindo.

Il nonno di Cristiano morì nel 1999 a 78 anni. Di lui si ricordano tutt’oggi numerosi aneddoti. Come quando, da fattore dell'azienda agricola di Villa Saletta, iniziò una specie di “doppio lavoro” come attento cercatore di tartufi, appunto. Un'attività che seppe subito far ingranare, tanto da potersi permettere una moto Bsa e per questo fu richiamato dal principale: “Spiegami come tu abbia potuto permetterti questa moto, con il solo salario di fattore. Altrimenti vendila subito, perché non sta certo bene che un mio sottoposto sia più ricco del datore di lavoro”. Quella moto Bsa non rappresentava nient'altro che il frutto della sua intuizione: cercare tartufi al di fuori dell'orario di lavoro nella fattoria di Villa Saletta e saperli piazzare sul mercato italiano. Memorabili i suoi viaggi notturni ad Alba o a Milano, con il cestino pieno del prezioso tubero da vendere ai commercianti.

Il busto di Zelindo sarà fra le attrazioni della prossima Mostra Mercato del Tartufo di Forcoli, in programma dal 9 all’11 ottobre. Domenica è anche prevista una gara tra cercatori. Ad ognuno sarà abbinato e assegnato un cane addestrato. Chi troverà più tartufi sarà proclamato “campione della stagione”.

 

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