Il presidio
Mancano i soldi per le pensioni
Anziani in attesa che l’ufficio incassi il denaro dei bollettini
POMARANCE. Senza i soldi in contanti delle bollette diventa arduo pagare le pensioni. All'ufficio postale di Pomarance, forse fin troppo spesso, ad ogni primo del mese, si verifica la stessa scena:pensionati si recano di buon ora alla posta per riscuotere la propria quota mensile di pensione, spesso quella minima, ma vengono pagati solo dopo che le casse dell'ufficio non vengono adeguatamente rimpolpate dai pagamenti dei bollettini degli utenti che nell'arco della mattinata si avvicendano allo sportello per le varie esigenze. E il tempo di attesa dei pensionati non ha termine.
Va da sé, ovviamente, che ognuno può scegliere di ricevere la pensione nella modalità che desidera, tra cui anche l'accredito sul proprio conto corrente. Ma la situazione che devono sopportare quelli che preferiscono prendere i soldi direttamente alle poste è sicuramente un paradosso. Un cittadino di Pomarance racconta un episodio che ha avuto luogo proprio nella mattina del primo ottobre. «Che io ricordi accade spesso il primo del mese, lo trovo triste ed imbarazzante - racconta l'uomo - io stavo pagando dei bollettini quando ho visto una persona molto anziana che aspettava di prendere la pensione ma l'impiegata allo sportello, secondo me anche lei in imbarazzo, non aveva abbastanza contanti».
La situazione descritta può risultare alquanto sgradevole, per tutti: pensionati, impiegati e utenti in genere. Ci sarebbe da capire anche quale considerazione ha Poste italiane nei confronti dei propri utenti. «Mi sono offerto di pagare velocemente le circa duecento euro di bollette che avevo a quella cassa, per fornire contanti - chiude il testimone dell'imbarazzante scena - con gentilezza la signora allo sportello mi ha fatto cenno che, purtroppo, i soldi in non sarebbero stati ancora sufficienti per pagare l'intera pensione alla persona in attesa».
Questa situazione, registrata all’ufficio postale di Pomarance è stata confermata da più persone, tra cui anche, indirettamente da alcuni esponenti di Poste. Si tratta dell'ennesimo tassello di un rapporto difficile tra la società che gestisce la corrispondenza in Italia e i cittadini, in un momento in cui si discute da molto tempo in varie parti d'Italia della possibilità o meno di chiudere definitivamente uffici postali in numerosi centri minori. Quelli, cioè, dove non ci sarebbe abbastanza guadagno secondo Poste.
Gianni Bianchi
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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