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I vampiri di carburante colpivano su commissione
Ne sono convinti i carabinieri di San Miniato che hanno arrestato tre stranieri dopo un furto all’oleodotto Eni avvenuto alla Scala, le indagini proseguono
SAN MINIATO. Agivano su commissione e hanno altri complici i due romeni e il kosovaro arrestati dai carabinieri dopo l’ennesimo assalto compiuto nella campagna di San Miniato ai danni dell’oleodotto Eni, che collega la raffineria di Livorno con la zona di Calenzano. Di questo sono convinti i carabinieri della compagnia di San Miniato che ormai si stanno specializzando nelle indagini per dare la caccia ai vampiri di carburante. Questa volta una spinta verso una rapida svolta nelle indagini l’ha data proprio il telefono cellulare che uno dei romeni era stato costretto ad abbandonare quando la banda stava per essere fermata, all’inizio di luglio, sempre a La Scala di San Miniato. Ma anche in un’altra occasione i malviventi avevano lasciato sul terreno vicino ad una delle buche scavate per raggiungere i tubi dell’oleodotto alcune tracce che avevano fatto ben sperare i carabinieri anche se poi le verifiche non avevano avuto l’esito sperato.
I tre arrestati per il furto dell’altra notte, avvenuto alla Scala di San Miniato, sono i romeni Marian Rusu e Paul Vasile Cojocariu, 30 anni, residenti in provincia di Roma, e Florim Shpati, residente a Capannori, anche se è stato fermato e poi arrestato ad Altopascio dove la banda aveva un punto di appoggio. Un luogo dove trasferire la refurtiva che poi veniva portata a destinazione da autisti compiacenti che ancora non sono stati identificati. Durante l’operazione sono stati recuperati 10mila litri di gasolio, 6mila rubati alla Scala e altri 4mila rubati in precedenza dalla stessa banda o da altri. Certo è che nel deposito dove i carabinieri, che da settimane stavano intercettando e pedinando i malviventi, sono stati trovati non solo i contenitori pieni di carburante, ma anche altre cisterne da mille litri che erano già state scaricate e probabilmente servivano per nuovi approvvigionamenti.
«Riteniamo che si tratti di furti su commissione – dice il capitano dei carabinieri, Antonio Trombetta – Il carburante era raffinato, pronto per essere messo in commercio. I destinatari possono essere più di uno e in più settori».
I ladri arrestati per il furto avvenuto a San Miniato potrebbero non avere l’esclusiva dei furti ai danni dell’oleodotto. Gli episodi sono stati numerosi, soprattutto nell’ultimo anno. E anche in altre occasioni i ladri sono stati sbadati e hanno lasciato qualche elemento utile. I militari sono al lavoro e al momento non trapelano ulteriori dettagli. Anche Eni, però, dovrà attrezzarsi per rendere la mega conduttura meno vulnerabile.
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