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Dopo le minacce alla consigliera chiuso un gruppo Fb

Dopo le minacce alla consigliera chiuso un gruppo Fb

PONTEDERA. I gruppi Facebook aperti dai pontederesi cominciano a scottare. Dopo le minacce ricevute dalla consigliera del Movivento 5 Stelle Fabiola Toncelli, che poi è stata anche bersaglio di un...

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PONTEDERA. I gruppi Facebook aperti dai pontederesi cominciano a scottare. Dopo le minacce ricevute dalla consigliera del Movivento 5 Stelle Fabiola Toncelli, che poi è stata anche bersaglio di un atto intimidatorio, tutto (così sembra) riconducibile a un suo giudizio rispetto ad alcuni commenti sui social media dopo l’irruzione di un cittadino con l’auto in Comune, le forze di polizia hanno messo gli occhi sui pittoreschi commenti, alcuni al limite della querela, che ogni giorno vengono postati dai cittadini per discutere pubblicamente di fatti che riguardano la città.

Ieri mattina Andrea Masi, fondatore del gruppo chiuso “Sei di Pontedera se vuoi commentare” ha chiuso il gruppo e ha spiegato le sue ragioni: «Il gruppo era nato un anno fa con spirito goliardico, per commentare con ironia i fatti di politica cittadina, senza censure, confidando nell’auto controllo di tutti». Ma qualcuno si è lasciato prendere la mano e ha scritto di tutto, di più. Comprese le offese alla consigliera Toncelli, “colpevole” di avere preso le distanze da chi semina l’odio tra razze diverse e spinge alle discriminazioni. Parole che sono valse alla rappresentante grillina critiche aperte di carattere politico da parte di chi la considera vicina al Pd oltre a offese vere e proprie. Tanto che lei stessa si è detta intenzionata a presentare una denuncia ai carabinieri (ma per ora non l’ha formalizzata).

Intanto anche Forza Italia sostiene la consigliera e condanna il recente atto vandalico ai danni del Comune: «Condividiamo in pieno la posizione del sindaco Millozzi a commento del grave episodio dello sfondamento del portone del Comune ad opera di un cittadino. Il sindaco ha detto giustamente che chi si macchia di atti di questo genere non deve aver accesso a alcun aiuto pubblico. Parole che vanno nella giusta direzione e che meritano, per non rimanere solo sulla carta, di essere tradotte di atti concreti da parte di questa amministrazione. Pertanto al prossimo consiglio comunale presenteremo nuovamente, alla luce di questa nuova posizione del sindaco, l'ordine del giorno che presentammo il mese scorso, per chiedere che chi si macchia di reati che generano allarme sociale sia escluso dal godimento di pubblici sussidi indipendente dalla propria nazionalità», concludono Domenico Pandolfi e Federica Barabotti.©RIPRODUZIONE RISERVATA

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