Il Tirreno

Pontedera

L’abito da sposa come l’olio esausto

L’abito da sposa come l’olio esausto

Pontedera: qualcuno lo ha abbandonato accanto ai rifiuti per la discarica

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PONTEDERA. La fine ingloriosa di un abito da sposa. Quello che molte donne sognano. Quello del giorno più bello oppure di una data che col tempo è meglio dimenticare. Giace lì, appeso a una gruccia messa al palo, un povero vestito bianco, stile classico, da fiori d’arancio. Sì, al palo del contenitore che serve per raccogliere l'olio vegetale. Un abito da sposa bianco, un vestito che solitamente si usa una sola volta nella vita, simbolo di uno dei momenti più belli della vita di una donna. È lì, solo e abbandonato a se stesso. Come un rifiuto. Sì, perché accanto ci sono il raccoglitore degli abiti usati e la campana per la raccolta del vetro.

Guardandolo suscita un sentimento di tristezza, di infinita tristezza. Allora viene da domandarsi: perché lasciarlo lì? I motivi per cui una donna arriva ad avere bisogno di disfarsi dell'abito che ha indossato il giorno del suo matrimonio possono essere tanti. Ma perché farlo così? In quel modo? Al di là del valore economico, quel vestito ha un enorme significato simbolico.

Difficile capire il perché di questo gesto, il motivo dell'abbandono, anche e soprattutto per il modo e il luogo. Ma non a tutto c'è sempre una spiegazione. Eppure quel mucchietto di stoffa continua ad avere la sua attrazione. Chi passa dai Fabbri non può non fermarsi un istante a guardarlo.

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di Redazione web