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Metaltek, lasciati a casa quindici operai

Metaltek, lasciati a casa quindici operai

Prima la chiusura, poi il concordato per l’azienda di carpenteria. La Cgil: «Cattiva gestione»

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PONSACCO. Chiederà il concordato la Metaltek di Ponsacco, secondo i rappresentanti dei lavoratori, che ha chiuso i battenti all’inizio di agosto, malgrado avesse ancora commesse da evadere.

Si tratta di un’azienda di carpenteria particolarmente specializzata che, secondo Stefano Benvenuti, sindacalista della Fiom Cgil, «non ha saputo gestire un buon flusso di ordinativi».

Con le ultime vicende dell’impresa, che aveva sede a Ponsacco, hanno perso il lavoro 15 operai, i quali non hanno neppure potuto beneficiare degli ammortizzatori sociali, visto che non erano in numero adeguato, secondo la normativa, per ottenere i vari strumenti come cassa integrazione o contratto di solidarietà. E neppure il requisito per ottenere la mobilità, con cui magari farsi riassumere da altre aziende in condizioni agevolate.

«Ora sono tutti a casa in attesa di sviluppi - dice ancora Benvenuti - La speranza è che, attraverso il concordato e un eventuale piano di risanamento, l’azienda possa ripartire. Quel che è certo è che i lavoratori sono tutti altamente qualificati e farebbero le fortune di qualsiasi impresa di carpenteria».

Era questo, infatti, il settore in cui era attiva la Metaltek, ex Tecnomeccanica. E, secondo il sindacalista della Cgil, l’azienda aveva anche un buon numero di commesse. «Semplicemente non le hanno sapute gestire - aggiunge Benvenuti - E questo è un altro aspetto della fase che stiamo attraversando. Perché, se è vero che ci sono situazioni che vanno alla deriva per motivi finanziari e per congiunture che non lasciano altra soluzione se non i tagli occupazionali o le chiusure, ci sono anche casi come quello della Metaltek - dice ancora l’esponente di Fiom - in cui una gestione migliore da parte della proprietà garantirebbe sviluppo e futuro ai lavoratori e alle aziende stesse. La ditta di Ponsacco è l’emblema di un contesto che non sempre va in crisi per motivazioni collegate alla crisi. E, alla fine, dispiace vedere disperso un patrimonio economico e produttivo di questo livello».

Anche perché, in mezzo, ci vanno sempre a finire gli operai. «Esatto - risponde Stefano Benvenuti - quando la proprietà di un’azienda non sa gestire, i problemi maggiori sono ovviamente per i lavoratori che hanno sempre fatto il loro dovere, magari dando valore aggiunto alla produzione, con la loro professionalità».

La speranza, adesso, è che la Metaltek possa ripartire con un nuovo corso e un flusso di lavoro che permetta ai 15 operai di poter rientrare al loro posto. (a.q.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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