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Anfiteatro, scoperte le cinte murarie romane
Lo scavo è cominciato mercoledì. Domani la visita della commissione regionale Elena Sorge (Soprintendenza): «Confermate tutte le impressioni iniziali»
VOLTERRA. Con uno scavo di soli trenta centimetri la zona di Porta Diana sta restituendo tutto quello che gli archeologici avevano immaginato. L’anfiteatro romano prende forma dopo appena due giorni di lavoro. I saggi archeologici, quelli realizzati grazie ai 40mila euro di finanziamento erogati dalla Fondazione Cassa di risparmio di Volterra e pagato al 50% anche dalla Cassa di risparmio di Volterra, sono cominciati mercoledì. «E i risultati, al momento, stanno andando ben oltre le nostre aspettative», spiega una Elena Sorge, funzionario della Soprintendenza ai beni archeologici della Toscana, visibilmente emozionata per come stanno andando le cose.
Domani sarà un altro giorno importante, visto che a Volterra, per visitare lo scavo dell’anfiteatro e incontrare i sindaci della Valdicecina sulla questione lavoro e occupazione, ci sarà la commissione sviluppo economico e rurale, cultura, istruzione, formazione della Regione. «Faremo vedere ai consiglieri regionali l’entità del ritrovamento - dice ancora Sorge - e dal giorno successivo ci metteremo al lavoro fare proseguire lo scavo».
Per adesso, come spiegato dall’amministrazione comunale in una nota, «sono venuti alla luce cospicui resti di murature pertinenti ad uno degli anelli interni della cavea e la porzione di uno dei muri radiali dell'edificio». In pratica, è emersa la cinta muraria interna e quella esterna, compresi muri di collegamento delle due aree. «Stiamo confermando tutte le sensazioni e impressioni iniziali - aggiunge Sorge - comprese le dimensioni dell’anfiteatro che, a questo punto, è appurato che sia di epoca romana». Presto arriverà anche un laser scanner dall’Università di Genova che servirà ad ampliare il numero e la qualità d’informazioni per mettere a punto il progetto di scavo vero e proprio.
«Siamo nella fase in cui ci aspetta un lavoro di pala e piccone - prosegue la funzionaria della Soprintendenza - ma è davvero bellissimo vedere cosa sta emergendo con una profondità di scavo davvero irrisoria». Impossibile, al momento, definire sotto quanta terra è sotterrato l’anfiteatro. Secondo quanto spiegato potrebbero essere addirittura 10 metri.
«Dopo i primi ritrovamenti, adesso in parte provvisoriamente ma necessariamente coperti dai lavori del Consorzio di Bonifica per la sicurezza idraulica - spiega il sindaco Marco Buselli - con la Soprintendenza abbiamo fatto partire subito uno studio e raccolto i fondi di Cassa e Fondazione, che ringrazio, anche per la rapidità di intervento. Il territorio sta facendo la sua parte al meglio, ma l'opera di scavo da realizzare è colossale e necessita di aiuti importanti».
Andreas Quirici
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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