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Pontedera

Volpe uccisa e appesa al divieto di caccia

Elena Battaglia
La volpe uccisa e appesa al cartello del divieto di caccia
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La volpe uccisa e appesa al cartello del divieto di caccia

All'animale mancava anche una zampa. La foto e la denuncia di un testimone, poi il cadavere è stato rimosso. Ora si cerca l'autore del gesto e di capire il motivo

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SAN MINIATO. «Una vicenda disdicevole, da cui prendo le distanze fino in fondo». Sono le parole dell’assessore all’attività faunistica e venatoria del Comune di San Miniato, Giacomo Gozzini, in merito al ritrovamento del cadavere di una volpe, appesa per una zampa ad un palo lungo la strada che dal centro scende verso La Serra.

La segnalazione è stata fatta da un residente di Ponte a Elsa che ha immortalato il corpo dell’animale introno alle ore 13 di mercoledì 30 settembre ed ha subito diffuso la notizia sui social network, scatenando una reazione a catena di commenti e proteste da parte di molti cittadini che hanno a cuore i diritti degli animali.

«Quando sono tornato sul luogo, poche ore dopo, il corpo non c’era più. Forse qualcuno mi ha visto scattare la foto e si è impaurito. – racconta l’uomo – Alla volpe mancava una delle zampe posteriori, come se fosse rimasta intrappolata in una tagliola, mentre l’altra era inchiodata al palo. Si tratta di un atto di una brutalità inutile, che non serve a nessuno. Qualcuno ha detto che potrebbe essere stato un gesto rituale, compiuto da un contadino. Pare esista un’antica usanza, appartenente alla tradizione rurale, secondo la quale chi è stato in grado di catturare un animale selvatico esprime la propria sensazione di liberazione in questo modo. Io non riesco a capire, però, come si possa fare una cosa del genere, per questo ho segnalato il caso anche alla Forestale».

Sebbene la stagione venatoria sia iniziata, infatti, nella zona vige il divieto di caccia, come è ben segnalato nel cartello affisso lungo la strada. «Le organizzazioni venatorie di San Miniato sono composte da persone serie e responsabili, che non c’entrano niente con quanto è accaduto. Da sempre sono le prime ad attivarsi nell’azione di contrasto al bracconaggio e nella sensibilizzazione su temi riguardanti la legalità dell’attività di caccia o il possesso di armi» rassicura l’assessore Gozzini. Eppure, nel territorio regionale, i problemi provocati dagli animali selvatici alle coltivazioni agricole o agli animali di allevamento non sono una novità e hanno portato, durante i mesi scorsi, ad una campagna di abbattimento di circa 250mila esemplari in tutta la Toscana.

«Grazie alla sinergia fra l’associazionismo e la Polizia municipale, nelle campagne samminiatesi la situazione resta sotto controllo e non sono mai emersi problemi rilevanti. – puntualizza l’assessore, che conclude – Credo che anche per quanto riguarda le volpi gli organismi competenti dovrebbero riunirsi e cercare di trovare un modo di gestire il fenomeno nella maniera più adeguata».

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