Il presidio
Ristori, gli operai chiamati a votare per la “cassa”
Lunedì l’assemblea dei 123 dipendenti approverà o meno l’accordo tra sindacati e azienda. Scongiurati gli esuberi
MONTECALVOLI. Lunedì è in programma un momento cruciale per il futuro delle Officine Ristori, azienda storica dell’indotto Piaggio. I lavoratori della fabbrica, situata a Montecalvoli, saranno infatti chiamati a votare la bozza di accordo raggiunta dai sindacati con i rappresentanti dell’azienda che è in fase di concordato in continuità. Le parti hanno raggiunto l’intesa di massima sull’attivazione della cassa integrazione straordinaria per un anno con la rotazione tra gli operai. In questa maniera non ci saranno gruppi che rimarranno a zero ore e altri che lavoreranno praticamente a tempo pieno.
In teoria è il concetto del “lavorare meno, lavorare tutti”, argomento che ha occupato gran parte degli incontri tra rappresentanti dei lavoratori, il commissario giudiziale, Pasquale Giovinazzo lunedì e giovedì. Della rotazione tra i reparti ne hanno parlato a lungo, proprio per salvaguardare le ore lavorate e, quindi, i salari dei dipendenti. Il dettaglio dell’operazione sarà spiegato durante l’assemblea dei 123 dipendenti rimasti in azienda dopo che ne sono usciti sedici tra licenziamenti volontari ed esodi volontari.
L’azienda, dopo la fine del contratto di solidarietà a settembre, ha aperto la mobilità, dichiarando 63 esuberi. Un numero che, in un primo momento, ha impressionato, visto che si trattava di circa la metà della forza lavoro. Ma per adesso l’allarme sembrerebbe rientrato. Con l’attivazione dell’ammortizzatore sociale per i prossimi 12 mesi i lavoratori delle Officine Ristori avranno ossigeno. Ma lo avranno anche i sindacati e l’azienda, quest’ultima chiamata a fare uno sforzo per trovare nuove commesse, al di là di quello che arriverà dalla Piaggio, il suo principale committente. Nell’accordo è compreso anche il monitoraggio mensile della situazione da parte degli stessi rappresentanti dei lavoratori che s’incontreranno periodicamente con i vertici dell’azienda per fare il punto della situazione, evitando così spiacevoli sorprese come quella del novembre 2014, quando la dirigenza presentò la richiesta di concordato in continuità, praticamente senza avvisare nessuno.
Non sarà un anno semplice, quindi, per i dipendenti delle Officine Ristori, considerato che questa fase di cassa integrazione straordinaria è, in pratica, l’ultimo strumento sociale utile per evitare i licenziamenti in base agli esuberi dichiarati dall’azienda. E i prossimi mesi saranno decisivi anche per i sindacati, chiamati a controllare e proporre soluzioni occupazionali a una ditta che sta cercando di mettere in ordine i propri conti, garantendosi anche sviluppo per il futuro.
Andreas Quirici
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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