Il Tirreno

Pontedera

Addio a don Enzo il prete che sfilava con gli operai

di Sabrina Chiellini
Addio a don Enzo il prete che sfilava con gli operai

Già proposto a Pontedera, fu in prima linea contro il trasferimento della Piaggio a Nusco

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PONTEDERA. Per tanti un amico, un consigliere al quale rivolgersi nei momenti di difficoltà. Era un parroco dal carattere riservato, ma disponibile verso gli altri, con uno sguardo sereno, che sapeva stemperare anche le polemiche più accese, una sorta di padre per molti.

Monsignor Enzo Lucchesini è morto ieri mattina. Aveva 80 anni, era ammalato da tempo. È stato uno dei pilastri di Pontedera per tanti anni. Un lutto per la Chiesa locale e, in generale, per quella pisana.

Il sacerdote, già proposto di Pontedera dal 1985 al 2003 e vicario generale della diocesi dal 2010, era stato impegnato con l’ex sindaco Enrico Rossi, oggi governatore della Regione, contro la fuga della Piaggio a Nusco. Sfogliando le pagine dei ricordi sembra di vedere, era il 21 novembre 1991, l’allora proposto di Pontedera, che marciava insieme agli operai della Piaggio in lotta per il posto di lavoro e interveniva in piazza Cavour dichiarando la sua solidarietà ai lavoratori.

Un’infinità i momenti di vita condivisi con la comunità da monsignor Lucchesini in tanti anni di servizio sacerdotale. Insieme a un altro sindaco, Paolo Marconcini, successore di Rossi a Palazzo Stefanelli, scelse il nome di Angelo Faustino (San Faustino è il patrono di Pontedera) per il neonato gettato dalla madre tra i rifiuti e poi trovato morto (era il febbraio del 2001) lungo un nastro che separava l’immondizia nella discarica di Gello. Difficile dimenticare l’omelia di quel funerale che fece piangere un’intera città.

Dal 2010 Lucchesini era vicario generale della diocesi di Pisa, ma non aveva mai interrotto i rapporti con l’amata città della Piaggio di cui è stato uno dei protagonisti durante gli anni in cui Giovanni Alberto Agnelli aveva le redini dell’azienda. «Il principe che fece sognare Pontedera», secondo una definizione che l'aneddotica attribuisce a monsignor Lucchesini, il quale con il rampollo della famiglia Agnelli, scomparso prematuramente, aveva instaurato un buon rapporto.

Molti i pontederesi che nel 2010 seguirono la solenne celebrazione in cui l'arciverscovo di Pisa Giovanni Paolo Benotto indicò monsignor Lucchesini come successore di monsignor Antonio Cecconi, parroco di Calci, che ormai da tempo aveva chiesto di essere sollevato dall'incarico.

Lucchesini abitava ancora a Pontedera, dove aveva conservato moltissimi amici a cominciare dai parroci di San Giuseppe e del Sacro Cuore oltre all’attuale proposto.

Nato nel 1935, si era trasferito in città nel 1969, dopo essere stato vice parroco a San Frediano a Settimo, nel comune di Cascina, a Pietrasanta e parroco a Pontestazzemese. La sua prima esperienza pastorale alla guida dei cattolici pontederesi era cominciata nella chiesa di San Giuseppe, nel quartiere Oltrera, dove era rimasto come parroco fino al 1985 quando era diventato proposto. Dal 1999 era stato vicario giudiziale del tribunale ecclesiastico diocesano. Dal 2003 fino al 2013 aveva ricoperto l'incarico di vicario episcopale per la vita consacrata

Tante le pagine che si potrebbero scrivere su monsignor Lucchesini. Le sue prediche all’altare erano anche un momento per colloquiare con i parrocchiani. E così poteva capitare che il proposto cercasse anche di incidere sull’educazione dei giovani. Come quando, una domenica del 2003, aveva strigliato i genitori invitandoli ad insegnare ai figli il senso del pudore e ad educare le ragazze a vestirsi in maniera più decorosa. Pensare oggi a quell’invito ad alcuni può sembrare anacronistico, ad altri suonerà come un messaggio attuale.

La salma del sacerdote è stata composta nella chiesa della Misericordia e il funerale sarà celebrato lunedì 5 ottobre alle 15.30 nel Duomo di Pontedera, con una cerimonia presieduta dall’arcivescovo Benotto.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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