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Bimbi senza bus Protesta dei genitori: nessuno ci ascolta
PONSACCO. Sembra una storia incredibile visto che si parla di bambini, di scuola dell’obbligo e di servizi per andare incontro alle esigenze delle famiglie. Invece quello che raccontano i genitori di...
PONSACCO. Sembra una storia incredibile visto che si parla di bambini, di scuola dell’obbligo e di servizi per andare incontro alle esigenze delle famiglie. Invece quello che raccontano i genitori di alcuni bambini che risiedono a Ponsacco e che frequentano una scuola nel comune di Pontedera è la pura realtà. E, come spesso capita, c’è entrato in mezzo anche il solito rimpallo di competenze.
I diciannove bambini ponsacchini di seconda elementare sono stati costretti ad iscriversi alle elementari di Val di Cava, nel Comune di Pontedera perché il comune di Ponsacco non aveva loro garantito una nuova sezione. Il disagio arrecato alle famiglie non si ferma qui. Il comune di Pontedera non ha intenzione di istituire il servizio scuolabus per i bambini ponsacchini, perché come dice l'amministrazione comunale, mancano le risorse. È quanto hanno deciso di rendere pubblico alcune famiglie alle prese con il problema. E già stamani incontreranno l’assessore alla scuola del Comune di Ponsacco nella speranza che venga trovata una soluzione. Tra i genitori c’è anche chi si è rivolto ai partiti di opposizione, dopo avere bussato invano alle porte di Comuni che sono amministrati dal centro sinistra.
«La domanda sorge spontanea, come mai invece per i bambini rom si erano trovate le risorse addirittura per un pullmino separato? Come mai quando il bus non è disponibile, i bambini rom vengono addirittura accompagnati a scuola dai vigili con un conseguente aggravio di spesa? Chi paga il servizio del pullmino gratuito?»: domande inevitabili da parte della rappresentante della Lega Nord, Susanna Ceccardi che è stata contattata da alcuni genitori.
«Le famiglie dei 19 bambini sono indignate, addirittura avevano proposto di pagare una quota maggiorata per lo scuolabus, purché il servizio venisse loro garantito. Il comune di Pontedera, da sempre schierato contro ogni forma di razzismo, si rivela più razzista di tutti. Il diritto allo studio deve essere garantito in maniera sostanziale, non solo agli stranieri, ma anche ai bambini toscani. Vengano trovate subito le risorse, oppure la Lega Nord annuncia battaglia», chiosa Ceccardi.
Le famiglie si attendono una soluzione in tempi brevi. C’è chi deve pagare una tata per andare a prendere o per portare a scuola i figli in quanto per motivi di lavoro non può occuparsi direttamente di accompagnare a scuola i figli. «Ci sentiamo penalizzati e stiamo cercando di capire cosa possiamo ottenere».
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